Okkio alla salute, i risultati dell’indagine sull’obesità infantile

29/01/2015 di Redazione
Okkio alla salute, i risultati dell’indagine sull’obesità infantile

Il Ministero della Salute ha fornito i risultati dell'indagine dal titolo "Okkio alla salute", sull'obesità infantile. Nel 2014 sono stati raccolti i dati relativi alle abitudini alimentari di circa 4.000 bambini, frequentanti la III elementare di 184 diverse scuole della Regione Lazio. Un confronto con le evidenze emerse nel 2008-2009 dimostra come il tasso di obesità nei bambini tra gli 8 e i 9 anni sia sceso del 5,5%. Secondo il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, un risultato simile dimostra l'importanza degli interventi di prevenzione realizzati nel settore nutrizionale, da parte del personale delle Aziende sanitarie, e in ambito scolastico e familiare. La stessa indagine, a livello nazionale, ha coinvolto 51.000 bambini e, se da una parte ha confermato un miglioramento rispetto agli anni precedenti, dall'altra ha attestato la posizione dell'Italia tra i primi posti in Europa per problemi di sovrappeso e obesità infantile. Sono, dunque, indispensabili ulteriori miglioramenti. In particolare, molto deve essere fatto per promuovere e incentivare il consumo di frutta e verdure tra i bambini (il 29,2% di questi, giornalmente, consuma meno di una porzione di frutta e il 44,9% meno di una porzione di verdura), oltre che per limitare l'assunzione di bevande zuccherate e gasate. A questo proposito, è interessante rilevare come il consumo di bibite ad alto contenuto calorico sia maggiormente diffuso tra i bambini appartenenti a famiglie con un livello di istruzione più basso, a rimarcare la relazione inversa tra la consapevolezza in ambito nutrizionale e alimentare e la povertà economica e sociale.Rincuoranti, invece, i dati concernenti lo sport: il 71,4% dei bambini coinvolti nell'indagine pratica attività fisica dai 2 ai 4 giorni a settimana. I risultati dell'indagine sono un incentivo a promuovere ulteriormente una dieta mediterranea salubre, ricca di fibre e povera di grassi saturi, soprattutto nel consumo alimentare infantile. Ciò deve avvenire attraverso il continuo sostegno da parte delle Aziende sanitarie locali e delle istituzioni scolastiche alle famiglie. Molto è stato già fatto, ma altri sforzi occorrono perché l'Italia esca dal triste primato europeo nel campo dell'obesità infantile.