Per fortuna ci sono tante Rome

29/01/2015 di Redazione
Per fortuna ci sono tante Rome

La mia esperienza con il Servizio Civile e' coincisa con il periodo forse piu' complesso della mia vita. In sordina ho scelto di provarci, forse senza pensare a come sarei arrivato un anno dopo.
Ero a Roma da oltre un anno, l'ultimo del mio percorso universitario che mi aveva portato a girare, scoprire e conoscere Italia, Belgio e Canada in piu' aspetti: quello dello studio, quello del lavoro, quello della vita in comune con persone mai viste prima, quello delle serate universitarie finite bene o male, ma comunque vissute. Roma in qualche modo stava rappresentando un po' tutto questo: il mix culturale di questa citta' e' tale per cui puoi sentirti un po' ovunque e da nessuna parte. Incontri le culture, le religioni, le tradizioni piu' lontane, e conoscendole ti rendi conto di quanto siano piu' vicine di quel che credevi. Tuttavia Roma e' la stessa citta' che ti accoglie, ti prende e ti seduce in tutta la sua diversita', ma difficilmente ti integra. E se ti integra lo fa in modo disordinato, sbandato, precario.
Per fortuna pero' ci sono tante Rome, e non una sola. Non e' una questione solo di quartieri. E' un fatto di persone: sono sempre le singole persone, il loro modo di pensare e vivere, che fa di un posto un'accoglienza, un'ostilita' e un transito. Tra queste persone c'e' chi si riunisce in riunioni, poi associazioni, organizzazioni e/o strutture che diventano una presenza stabile sul territorio, a volte di supporto, a volte alternativa e sostitutiva delle istituzioni, senza le quali tante le altre persone probabilmente vivrebbero in condizioni piu' difficili di quanto lo siano gia'.
La Casa dei Diritti Sociali e Un ponte per... sono due di queste strutture. Infinitamente giovani rispetto all'eta' della citta', ma profondamente radicate sul territorio (romano, italiano e non solo) negli ultimi 25 anni, le due associazioni sono prima cresciute insieme e poi hanno continuano a costruire ponti di solidarieta' seguendo i rispettivi percorsi. La possibilita' di svolgere il Servizio Civile in una di queste strutture era dunque un'occasione importante per inserirsi sempre di piu' nel mondo della solidarieta', espressione riassuntiva di tutta quelle rete di movimenti, associazioni, organizzazioni, persone che si impegnano in prima persona ogni giorno per l'altro.
Non e' stato facile, perche', ripeto, vivere a Roma non e' facile se alle spalle non si ha una situazione economica stabile. Il Servizio Civile e' significato dunque, nella pratica e da un certo punto di vista, fare un passo indietro. Tornare a vivere una doppia vita: l'attivita' principale o "desiderata" di mattina (prima ero lo studio, questa volta il Servizio Civile che, almeno per me, e' un lavoro a tutti gli effetti) e l'attivita' secondaria di pomeriggio/sera, cioe' lavorare come cameriere in un albergo.
E' stata durissima nella prima parte, ero stanco spesso, a volte nervoso perche' le attivita' di comunicazione sui vari progetti di solidarieta' che Un ponte per... porta avanti in Iraq, Giordania, Libano, Palestina, Tunisia, Marocco e Italia mi tenevano felicemente occupato, al punto che sarei stato disposto a stare in ufficio tutto il giorno per tutti i giorni, pur di dedicarmi completamente a cio' che mi piace fare. A cio' per cui un ragazzo di 27 anni ha studiato, lavorato, e sudato sugli studi internazionali, i diritti umani e il Medio Oriente per cosi' tanto tempo e per cui ora finalmente intravedeva la possibilita' di non farlo piu' solo per volontariato. Non e' stato facile, e non lo neghero' mai. Ma ogni giorno, ogni notte finita troppo tardi, ogni ora di sonno in meno sono valse tantissime cose imparate, la voglia piu' forte di assumersi delle responsabilita' e il sostegno fondamentale delle persone che mi hanno accompagnato in questo percorso.
Che proseguira' ora in Iraq, in un posto distrutto dalla guerra, dove milioni di persone non hanno piu' una casa, un tetto, spesso neanche delle scarpe. E soprattutto non hanno piu' con loro molti, troppi dei loro cari. Non sara' facile, cosi' come non lo e' stato fino ad ora. Ma il cammino intrapreso sembra proseguire, a ritmi forse piu' veloci di quanto mi aspettassi, nella direzione giusta. Quella della solidarieta', anch'essa mai facile, mai scontata, ma sempre necessaria.