Pronto soccorsi in tilt, è caos all’Umberto I di Roma

22/01/2015 di Redazione
Pronto soccorsi in tilt, è caos all’Umberto I di Roma

Le recenti relazioni sulla gestione finanziaria nel 2013 degli enti territoriali della Corte dei Conti rivelano alcune grosse criticità del sistema sanitario, in particolar modo nell'ambito dell'assistenza domiciliare e territoriale, con un grave rischio soprattutto al sud Italia di un rovinoso collasso.
Per riassorbire i deficit sono state tagliate le principali voci di spesa, farmaceutica e personale, ma i risultati non sono sufficienti a sanare il debito e il rischio è quello di compromettere l'efficienza attuale degli attuali livelli essenziali di assistenza.
Inoltre, è emerso che gli italiani spendono sempre di più per i farmaci: dal 2009 al 2013 c'è stato un aumento del 6,3% degli importi sborsati dai cittadini per ticket e acquisti dei farmaci, nel 2013 complessivamente gli italiani hanno versato al Sistema sanitario nazionale per i farmaci 1.436 milioni con una media pro capite di circa 24 euro.
Un caso specifico di caos e disorganizzazione ha riguardato l'Umberto I di Roma, quando martedì 20 gennaio il pronto soccorso versava in uno stato di tilt generale: a causa dell'influenza stagionale particolarmente violenta si sono registrati 149 pazienti tra gli assistiti e quelli in attesa. Claudio D'Angelo, responsabile aziendale Cisl Fp, ha pubblicamente invitato la Regione Lazio a prendere atto della realtà problematica e intervenire, perché lo stato di emergenza è praticamente perenne, d'estate a causa del caldo e della disidratazione e d'inverno per i problemi e le complicazioni legati alle influenze stagionali. Di quei 149 pazienti, 27 erano in attesa, 68 in trattamento tra vari codici, tra cui 3 gialli in terapia intensiva. Molti dei pazienti erano codici bianchi e il fatto che i cittadini si rivolgano al pronto soccorso invece che alle Case della salute del territorio segnala un grave problema di cattiva gestione.
Il Policlinico Umberto I è quello che a causa della sua posizione nevralgica registra il più alto numero di accessi a livello regionale e il personale è attualmente sotto stress perché oltre al lavoro ordinario di pronto soccorso deve occuparsi anche dell'assistenza ordinaria dei cittadini ai quali non provvedono i medici di famiglia come dovrebbero.
Per venerdì 23 gennaio è prevista una campagna informativa all'insegna dell'hashtag #ProntoSoccorsoKo organizzata da Fp-Cgil che diffonde numeri inquietanti: dal 2009 al 2013 circa 23.500 operatori sanitari sono stati persi dall'intero sistema sanitario, 5.000 di questi sono medici e il numero dei posti letto negli ospedali è abbondantemente sotto la media Ocse.