Ue: varata legge che consente a singoli Stati di vietare le coltivazioni Ogm

15/01/2015 di Redazione
Ue: varata legge che consente a singoli Stati di vietare le coltivazioni Ogm

A Strasburgo l'Europarlamento ha varato una legge che rivoluziona la normativa europea nell'ambito della coltivazione degli organismi geneticamente modificati. La nuova direttiva Ue è stata approvata con 480 voti favorevoli, 159 contrari e 58 astenuti, entrerà in vigore a partire dalla prossima primavera, e autorizzerà gli Stati membri a vietare sul proprio territorio la coltivazione di alimenti Ogm, che invece a livello comunitario è permessa. La richiesta era scaturita dai paesi tradizionalmente contrari all'Ogm, ma l'aspetto più interessante della nuova legge è rappresentato dalla sua flessibilità: dopo aver dato una direttiva europea comune, Strasburgo ha confermato l'autorità dei singoli Stati nel decidere quale strada prendere. Agli Stati che lo desiderano, infatti, questa legge dà il via libera alle coltivazioni transgeniche, ed è stata proprio questo il motivo che ha spinto Verdi e M5S a opporsi alla norma. Tutto ciò, ovviamente, nel rispetto degli Stati che scelgono invece di non autorizzare coltivazioni Ogm (fra questi l'Italia), che potranno chiedere, a livello comunitario, il cambiamento del campo di applicazione geografico di un nuovo Ogm in fase di approvazione, preservando così il proprio territorio. Gli Stati membri potranno inoltre decretare un divieto nazionale di coltivazione entro 10 anni dall'approvazione dell'autorizzazione comunitaria, così come sarà possibile vietare la coltivazione di un gruppo di Ogm con caratteristiche comuni. Un'altra novità è rappresentata dal fatto che gli Stati potranno prendere le proprie decisioni senza dover negoziare con le società biotech, svincolando la normativa nazionale dagli aspetti commerciali. I divieti potranno avere svariate motivazioni: da quelle socio-economiche, a quelle legate alla pianificazione territoriale e urbana, a quelle di interesse pubblico. Un aspetto importante è l'attenzione ad evitare contaminazioni transfrontaliere fra paesi che non coltivano Ogm e quelli che invece lo fanno. Questi ultimi saranno obbligati ad adottare misure di "coesistenza", rappresentate da barriere fisiche o naturali atte ad impedire la contaminazione delle colture dell'altro Paese, barriere che verranno concordate fra i due paesi interessati.