Unhcr: 46,3 milioni di profughi, 5,5 milioni in più rispetto all’anno precedente

15/01/2015 di Redazione
Unhcr: 46,3 milioni di profughi, 5,5 milioni in più rispetto all’anno precedente

L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha pubblicato il rapporto Mid Year Terms 2014, una versione parziale del Global Trends in uscita a giugno. I dati parlano di una situazione che continua ad aumentare in modo allarmante: nei primi mesi dell'anno scorso sono stati registrati (ed è una stima parziale che non ha preso in analisi molti territori in cui l'Unhcr non è operativa) 46,3 milioni fra rifugiati e sfollati interni, 5,5 milioni in più rispetto all'anno precedente (considerato integralmente). Di questi circa un milione e mezzo è dovuto fuggire attraversando i confini internazionali, acquisendo così lo status ufficiale di rifugiato. I rimanenti sono i cosiddetti "sfollati interni", costretti a lasciare le proprie abitazioni a causa di una serie di pericoli e minacce alla propria vita ma che non hanno potuto lasciare il loro Paese.
Sono numeri allarmanti, drammatici, che parlano di un aumento drastico delle minacce che costringono i profughi ad abbandonare i propri territori di origine. E questo secondo una stima parziale, data da una parte l'impossibilità dell'Unhcr di ottenere i dati relativi ai paesi in cui non è operativa, dall'altra dall'invisibilità di una grossa parte di questo fenomeno, per moltissimi versi non misurabile. L'Unhcr ha infatti rilevato 26 milioni di sfollati interni, mentre il rapporto dell'Idmc (Centro di monitoraggio sugli sfollati interni) della scorsa primavera parlava di ben 34 milioni di persone. In aumento anche i rifugiati, che oggi ammontano a 13 milioni, la cifra più elevata registrata negli ultimi 20 anni.
La Siria continua ad essere la nazione più rappresentata (importante ricordare che della popolazione palestinese si occupa un'agenzia a loro dedicata dell'Onu, l'Unrwa): a giugno 2014 erano oltre tre milioni e rappresentano ora il 23% di tutti i rifugiati assistiti dall'Unhcr. Seguono i 2,7 milioni di rifugiati afgani, una comunità storica per trent'anni al vertice di questa drammatica classifica: la situazione in cui moltissimi vivono è tale da oltre cinque anni, soglia dopo la quale il rifugiato viene considerato "di lunga data". Dopo Siria e Afghanistan seguono Somalia (più di 1 milione di rifugiati), Sudan (670mila), Sud Sudan (509mila), Repubblica democratica del Congo (493mila), Myanmar (480mila), Iraq (426mila) e Colombia (397mila).
Un fenomeno dilagante con ricadute enormi sia a livello sociale che economico, visto che spesso a prendere in carico i profughi sono Paesi in difficoltà, quale il caso del Pakistan, la nazione che ospita in assoluto più rifugiati, con 1,6 milioni di afgani che vi hanno trovato rifugio. Nella lista delle nazioni che accolgono più rifugiati ci sono anche Libano, Turchia, Giordania, Etiopia, Kenya e Ciad. È infatti rilevante che i Paesi che avrebbero più possibilità di ospitare profughi sono proprio quelle che lo fanno di meno, tant'è che l'Unhcr aveva rivolto un accorato appello all'Ue affinché facesse di più. Un esempio fra tutti di questa disparità è rappresentato dai profughi siriani, tre milioni dei quali sono ospitati dagli stati confinanti, mentre solo 123mila hanno ricevuto asilo in Europa.
Per quanto riguarda i richiedenti asilo, nei 172 territori esaminati vi sono state 558.600 richieste nel primo semestre del 2014, il 18% in più rispetto ai primi sei mesi dell'anno precedente. In Italia le richieste sono state solo 24.500, e ad oggi sono ospitati 76mila rifugiati.
Questi dati dovrebbero spingere le nazioni ad impegnarsi seriamente sul fronte accoglienza, allo scopo di dare risposta a tutte quelle richieste.