Abbiamo imparato che dei sogni come quello di Larissa ne esistono tanti altri

12/02/2015 di Redazione
Abbiamo imparato che dei sogni come quello di Larissa ne esistono tanti altri

Siamo due giovani di 28 anni che hanno deciso di impegnarsi nel proprio territorio di provenienza per abbattere il muro dell'indifferenza e stimolare così persone ad entrare in contatto con il mondo del sociale. In concreto la nostra attività ha riguardato l'orientamento e il sostegno alle persone straniere nell'accesso ai propri diritti. I servizi svolti per gli adulti e le famiglie sono molteplici: e non può in questo mancare il sostegno ai minori e la lotta alla dispersione scolastica dei figli di stranieri che troppo spesso rimangono isolati nelle classi in cui vengono inseriti, causando non pochi problemi allo sviluppo dell'offerta formativa, nonché ritardi e malesseri da parte del corpo docente. È qui che il nostro compito si fonde con la tutela e la creazione di cittadinanza attiva. Ed è proprio in una di queste esperienze che abbiamo incontrato il piccolo Stefan che ci ha raccontato di Larissa, la persona che più ci ha cambiato ed aperto gli occhi alla bellezza della solidarietà e della diversità. Si tratta di una signora Moldava con cui siamo entrati in contatto grazie al ragazzo che seguiva il doposcuola presso la nostra associazione. È dalle sue parole che siamo riusciti a capire il ruolo che la donna rivestiva per l'intera comunità di provenienza. Larissa viene chiamata la mamma di tutte le Moldave.  Venuta a Gaeta (LT) circa 20 anni fa, era una delle prime immigrate che si vedevano in città.  Laureata nel suo paese di origine, lavorava nel settore turistico della capitale Chisinau. Qui, ha portato avanti con pazienza e umiltà tutti i lavori possibili nel nostro territorio, soprattutto in servizi domestici e di assistenza alle persone anziane. Larissa aveva lasciato a casa due figlie e aveva deciso di lavorare senza sosta per garantire loro un futuro diverso da quello che si prospettava. Con mille sacrifici è riuscita a farcela, a far vivere e sopravvivere la famiglia, e grazie ai suoi sforzi le figlie hanno potuto sistemarsi e fare una vita senza rinunce, crescendo anche 4 splendidi nipoti. Immagineremo che a questo punto Larissa, dopo aver pensato a tutti i propri cari, ed essersi quasi annullata nel lavoro, come persona, abbia cominciato a pensare anche a se stessa, alla propria vita!  Invece no! Larissa soffriva per come stava cambiando il suo paese. Voleva fare qualcosa, voleva lasciare il segno. Aveva un sogno: adattare una casa tipica a museo, nel suo quartiere, per insegnare ai bambini i mestieri antichi, le tradizioni e il folklore del popolo Moldavo, perché l'era della globalizzazione non risparmiava neanche la piccola Moldavia.  Per questo non ha mai smesso di lavorare. Non ha mai gettato la spugna ed ha sempre stretto i denti per portare avanti quel sogno. Una donna forte e meravigliosa, che fa dell'altruismo e della solidarietà il focus della sua vita. Questo sogno si sta realizzando proprio in questi mesi, e speriamo che entro la fine dell'anno avvenga l'inaugurazione di questo splendido luogo. Un posto magico che Larissa ha voluto regalare ai suoi connazionali dopo una vita spesa nel duro lavoro domestico. In quest'anno di servizio, abbiamo imparato quante meravigliose persone esistono al mondo. Abbiamo imparato che la diversità è un muro da abbattere per puntare all'integrazione. Abbiamo imparato che dei sogni come quello di Larissa ne esistono tanti per ogni straniero che lavora duramente in Italia e che non ha perso i legami con la sua terra d'origine. Abbiamo imparato a tutelare le differenze e a valorizzare le idee delle persone. Abbiamo imparato che basta solo dare loro le armi per esprimersi e realizzare i propri sogni, poi tutto avverrà da sé!