Buona scuola: tra riforme e contestazioni

26/02/2015 di Redazione
Buona scuola: tra riforme e contestazioni

Il Primo Ministro Matteo Renzi e il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini hanno presentato, dal palco della Festa della Scuola del Partito Democratico, le linee guida del programma "La Buona Scuola". Dalla presentazione è emerso che verranno consolidati i punti chiave della riforma, a partire dall'assunzione in massa di un buon numero di docenti (sebbene sicuramente inferiore alle aspettative). "Le graduatorie hanno creato grande frustrazione", aveva dichiarato poco prima la Giannini, e l'incontro "La scuola cambia, cambia l'Italia" ne è stata la dimostrazione tangibile. Anche i tempi di attuazione della riforma sono stati oggetto di contestazione da parte di alcuni docenti precari presenti in platea; Giannini ha previsto che saranno necessari almeno otto anni per portare a regime la riforma.Il punto chiave, che prevede l'assunzione di circa 148mila docenti, è stato così commentato dal premier: "Basta agli spezzatini in cattedra e a giocare con la vita degli insegnanti. La nostra intenzione non è cambiata: ci sarà un piano di assunzione straordinario per dotare la scuola di tutti i docenti di cui ha bisogno, e per far sì che dall'anno prossimo le assunzioni avvengano solo per concorso".Per quanto riguarda invece il tentativo di svuotare le graduatorie dei docenti in attesa di un incarico di ruolo, la Corte Europea ha sentenziato che tutti i precari che abbiano prestato servizio per oltre 36 mesi su un posto vacante devono essere stabilizzati. Nelle graduatorie ad esaurimento risultavano a settembre circa 155mila persone, un numero che dovrebbe essere stato ridimensionato dalle ultime immissioni in ruolo. Altre migliaia di docenti sono in attesa nelle graduatorie di istituto. Il sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone, ha parlato di "60mila insegnanti in più", facendo riferimento alla novità dell'organico funzionale (contingenti supplementari di docenti che verranno assegnati a reti di scuole per realizzare l'autonomia). Ma anche qui la risposta è tutt'altro che soddisfacente, perché in origine la dotazione di questi nuovi organici avrebbe dovuta essere di 80mila unità.Accorate sono state le contestazioni dei docenti precari, specialmente in virtù del fatto che la riforma seguirà la strada del decreto, senza un reale confronto con le parti sociali. I dubbi riguardano in particolare la cosiddetta "rivoluzione meritocratica delle carriere". "Io penso che gli scatti di merito siano giusti", ha affermato Renzi. "Qui sono arrivate le critiche più forti: le ascolteremo, discuteremo su quali siano i migliori criteri di valutazione e su come valutare i valutatori, ma andremo avanti. Il sistema attuale non dà valore alla professione degli insegnanti". E anche se la Giannini ha lasciato intuire che gli scatti di anzianità non scompariranno del tutto ("Ci sarà un riconoscimento degli anni di servizio"), le polemiche sono dietro l'angolo.La riforma, sul piano prettamente didattico, prevede nuovi saperi e il rafforzamento di competenze già presenti: più storia dell'arte nelle secondarie, musica e sport nella primaria, programmazione e logica computazionale già a partire dalla scuola elementare. Più potenziamento anche per le lingue, e in ottica lavoro la messa a punto dell'alternanza scuola-lavoro, per almeno 200 ore l'anno nell'ultimo triennio degli istituti tecnici e professionali.Altro tema caldo sono le risorse finanziarie per attuare il progetto. Renzi, presente all'evento romano, guarda in prospettiva alla messa a punto di "un meccanismo serio, sul modello del 5 per mille, per cui nella dichiarazione dei redditi sarebbe possibile devolvere il proprio contributo alla scuola. Un meccanismo che sta funzionando per il volontariato, dove le richieste sono in overbooking, e che dovrà essere pensato per la cultura e la scuola". Si parla anche della quota dell'8x1000 per l'edilizia scolastica, con circa mille richieste arrivate sul tavolo della commissione giudicatrice, che sta vagliando le richieste al ritmo di circa 60 a settimana. La partita su cui si giocherà la ripartizione dell'8×1000 sarà di circa 122milioni di euro fra le linee di finanziamento che si spartiranno l'ammontare di competenza statale (calamità naturali, fame nel mondo, assistenza ai rifugiati, conservazione dei beni culturali e la stessa edilizia scolastica), e bisognerà capire quanto verrà effettivamente allocato all'edilizia scolastica.La data che il governo sembra aver scelto per varare il decreto è il 27 febbraio, un decreto legge di urgenza e un disegno di legge con le materie da approfondire per dare vita alla riforma, un iter che potrebbe compiersi nel prossimo autunno.