Il Bene genera bene

12/02/2015 di Redazione
Il Bene genera bene

Guardo fuori dalla finestra. Guardo il calendario, Gregory Isaacs come sottofondo musicale, Alessia che  abbraccia le nuvole per sentire l'Albania vicino.
Una lacrima sul viso mentre penso a tutte le emozioni e le esperienze vissute.
Gente che pur non conoscendomi si apre a me, vengono e anche se mi vedono solo una volta nella loro vita, mi abbracciano e mi trasmettono tutto il calore umano, la forza che hanno dentro.
Sono le due piccole e forti pance di due grandi e giovani donne, che han dato alla luce due fantastici bambini.
Sono coloro che si salvano dal mare che sono i protagonisti della mia quotidianità a cui ho insegnato italiano da cui ho imparo ogni giorno qualcosa.
È una serata reggae di fine maggio che mi fa capire quanto siamo uguali, quando una voce al microfono urla: "Non essere timida".
È una giornata di inizio agosto a Roma, all'ombra degli alberi a villa borghese quando capisco che non sono solo l'insegnante di italiano, ma un'amica, un punto di riferimento.
È Natale mentre ricevo gli auguri che mi accorgo che sono sorella di una giovane sudamericana, nipote di una fantastica signora etiope, figlia di una donna polacca, zia di una piccola guerriera.
È febbraio, è passato un anno.