Ismu: nel 2014 gli alunni stranieri sono stati più di 800mila

26/02/2015 di Redazione
Ismu: nel 2014 gli alunni stranieri sono stati più di 800mila

In occasione del convegno "Le scuole in contesti multiculturali: promuovere e governare l'integrazione" tenutosi a Roma pochi giorni fa sono stati presentati i dati approfonditi dell'ultimo rapporto Ismu circa la presenza di studenti stranieri nella scuola italiana.
Nell'anno scolastico 2013-2014, infatti, gli alunni con cittadinanza non italiana iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado sono stati il 9% del totale, una percentuale record nella storia della scuola italiana.
Nel corso degli ultimi anni la presenza di alunni stranieri è andata lentamente crescendo: nell'anno 1999/2000, all'inizio del censimento, erano appena 119.679, con un'incidenza dell'1,5 alunni su 100 frequentanti. Ad oggi nella scuola si contano 800.000 unità, sintomo di un fenomeno ormai stabilizzato.
Una presenza sempre più naturale che non può più essere ignorata dal personale e dalle riforme scolastiche: Vinicio Ongini, esperto del ministero dell'Istruzione e curatore del rapporto con l'Ismu, in occasione della diffusione dei nuovi dati ha rivolto un invito soprattutto ai media affinché si smetta di concentrarsi sui problemi dell'integrazione, promuovendo invece l'occasione per un dialogo costruttivo all'insegna dell'intercultura che faccia crescere la nostra scuola e la nostra offerta formativa piuttosto che farla "arroccare" su programmi obsoleti ed eurocentrici. Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione, promette che l'integrazione linguistica e culturale degli studenti figli di migranti sarà uno dei punti cardine del decreto della "Buona Scuola" con la possibilità di inserire nel personale organico insegnanti specializzati di italiano L2.
Un altro dato molto importante ad emergere è quello della presenza delle seconde generazioni: per la prima volta nella storia, infatti, oltre la metà degli studenti di origine straniera sono costituiti dai nati in Italia, un segnale positivo.
Inoltre, molti studenti, una volta superato il ciclo del liceo si sono iscritti con profitto alle università. Addirittura, sono più gli studenti stranieri provenienti dai tecnici e dai professionali che si iscrivono all'università rispetto ai loro coetanei autoctoni.
Se l'abbandono scolastico è un tema di grande importanza che desta una certa preoccupazione per quanto riguarda i ragazzi italiani, gli stranieri sono più "al sicuro" degli italiani: il fenomeno si registra con più intensità nelle regioni del Sud Italia solo perché la percentuale straniera lì è ridotta rispetto ad altre zone, ma mediamente l'abbandono coinvolge più gli studenti italiani, scoraggiati dalle poche possibilità lavorative che offre un'istruzione superiore nel nostro Paese in questo particolare periodo storico.
Resta tuttavia l'enorme problema dell'accoglienza degli studenti stranieri: la nostra scuola non è preparata a favorire l'integrazione di adolescenti venuti da Paesi lontani, e l'evoluzione più comune è quella dello studente "diverso" che sta seduto in silenzio a un banco isolato per mesi.
Le famiglie italiane in moltissimi casi contribuiscono a separare le due dimensioni, preoccupandosi della presenza di cittadini stranieri nelle classi e mettendo in guardia i propri figli.
Tale disinformazione e la conseguente disorganizzazione sono il frutto di una politica che per troppi anni ha abbandonato il tema dell'istruzione: la questione degli stranieri andrebbe valutata nella sua complessità ma anche nella sua preziosità coinvolgendo in primo luogo le famiglie.
Vinicio Ongini ha invitato le istituzioni ancora una volta a non abbandonare il tema anche sotto un aspetto economico: una riforma funzionale della scuola che sia in grado di accogliere il numero sempre più ingente di ragazzi stranieri sarebbe il punto di partenza per sviluppare e coltivare insieme ai cittadini una società all'insegna della vera integrazione e dell'intercultura, accantonando gli slogan e superando la politica emergenziale che caratterizza tutto il sistema di accoglienza degli stranieri, anche nella scuola.