Lampedusa tra tragedie e stime degli arrivi

19/02/2015 di Redazione
Lampedusa tra tragedie e stime degli arrivi

Il naufragio avvento a Lampedusa la scorsa settimana, il secondo di questa portata dopo quello del 3 ottobre 2013, che aveva mietuto 366 vittime, ha riacceso la polemica sulla gestione dei flussi migratori verso l'Europa. Sono oltre 330, secondo i superstiti, le vittime di questo drammatico naufragio, mentre i 110 sopravvissuti sono stati portati a Lampedusa dalla Guardia Costiera e da un mercantile. Una tragedia che ha riacceso nuovamente, e noi aggiungiamo fortunatamente, i riflettori sulla situazione dei migranti che si imbarcano sulle coste del Nord Africa per cercare un futuro in Europa. Molte sono state le voci che si sono alzate a denunciare la situazione.  Il neo-eletto Presidente della Repubblica Mattarella ha ammesso di essere stato "colpito dalla nuova immane tragedia", esprimendo al contempo "apprezzamento per l'opera dei soccorritori che ha permesso di salvare molte vite". Anche Papa Francesco, durante l'Udienza generale, ha affermato: "Seguo con preoccupazione le notizie giunte da Lampedusa, dove si contano altri morti tra gli immigrati a causa del freddo lungo la traversata del Mediterraneo. Desidero assicurare la mia preghiera per le vittime e incoraggiare nuovamente alla solidarietà, affinché a nessuno manchi il necessario soccorso". La situazione è chiaramente andata a degenerare da quando Frontex ha soppiantato l'operazione Mare Nostrum, e anche Enrico Letta ha dichiarato: "Ripristinare Mare Nostrum. Che gli altri Paesi europei lo vogliano oppure no. Che faccia perdere voti oppure no". D'accordo anche il delegato Unhcr per il Sud Europa Laurens Jolles: "[l'Italia] con Mare Nostrum ha dimostrato l'impegno a voler trovare una soluzione. Triton non ha come suo mandato principale il salvataggio di vite e quindi non può essere la risposta". Il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, ha rivolto alle istituzioni italiane ed europee un accorato appello: "Lampedusa non diventi ancora una volta il cimitero del Mediterraneo". Izabelle Cooper, portavoce di Frontex, ha ribattuto: "Triton non è mai stata concepita per sostituire Mare Nostrum. Ciononostante stiamo lavorando ben oltre le nostre potenzialità, con il dispiegamento di forze che ci garantisce il budget di 3 milioni di euro al mese". Infatti, come ha ricordato l'Unhcr, Frontex "non ha come obiettivo la ricerca ed il soccorso in mare e non offre gli strumenti necessari per affrontare adeguatamente la crescente portata dell'emergenza", quando invece "salvare vite umane deve essere una priorità per l'Unione Europea". Proprio in questi giorni sono giunte le cifre, diffuse dal Ministero dell'Interno, dei primi disastri in mare di quest'anno. Nel gennaio 2013 erano sbarcati sulle nostre coste poche centinaia di migranti, che sono diventati 2.171 nel gennaio 2014 e 3.528 nel gennaio di quest'anno, che ha visto oltre 300 morti fra l'8 e il 9 febbraio. In tutto il 2014 sono almeno 218 mila i profughi e migranti che hanno attraversato il Mediterraneo, e circa 3.500 quelli che hanno perso la vita nella traversata verso l'Europa. Secondo dati del Ministero dell'Interno, i profughi e migranti soccorsi e sbarcati in Italia l'anno scorso sono in tutto 165.544. Sempre in questi giorni Frontex ha fornito i dati (provvisori) sugli "attraversamenti illegali scoperti" (termine utilizzato per definire profughi e migranti) nell'anno lungo tutte le frontiere esterne dell'Ue, che sono stati in tutto 278 mila. Un aumento brutale delle cifre che rivela una crescita delle guerre e delle crisi politiche, così come un rafforzamento delle reti criminali di trafficanti di esseri umani. Soprattutto, questi numeri denunciano la disfatta del sistema europeo di gestione delle frontiere. Occorre migliorare il sistema di accoglienza per quanti fuggono da guerre, povertà.