Roma: Atac, Ama e Ipa condannate a pagare 25 milioni di danni

12/02/2015 di Redazione
Roma: Atac, Ama e Ipa condannate a pagare 25 milioni di danni

Le indagini della Corte dei Conti all'interno delle aziende municipalizzate della Capitale hanno tirato alla luce una quantità enorme di assunzioni e incarichi elargiti senza titolo nelle penultime gestioni dei Atac, Ipa e Ama, con danni valutati per 25 milioni di euro. La Procura Regionale per il Lazio, nello specifico, ha emesso un atto di citazione per 15.004.612,27 euro "per illegittima gestione delle modalità di assunzione del personale nell'azienda Atac dovuta alla mancanza di imparzialità e trasparenza nelle procedure di selezione e per l'inammissibilità della chiamata diretta", per l'Ipa (l'Istituto incaricato per la gestione dei dipendenti di Roma Capitale) i danni ammontano a 2.922.640,61 euro, mentre per l'Ama i danni presunti sono di 7.948.102,53 euro, essendo stata accertata l'assunzione illegittima di 550 operatori ecologici. Il procuratore generale Salvatore Nottola ha infatti evidenziato che "in tema di personale, la mala gestio arriva a manifestarsi anche con assunzioni illegittime, prive di requisiti ovvero della stessa procedura concorsuale". Un panorama generale di illegittimità e sprechi incombe quindi su Roma da ormai troppo tempo. "Stenta a farsi strada una verità: che il contrasto a sprechi ed illeciti, nonché ad episodi di criminalità economica (come sono emersi anche recentemente nella Capitale) non è efficace senza il recupero delle risorse sperperate attraverso l'azione della magistratura contabile", ha aggiunto Nottola. Il presidente della Corte d'Appello Squitieri ha ribadito che "Il pericolo più serio per la collettività è una rassegnata assuefazione al malaffare, visto come un male senza rimedi. Non possiamo permettere che questo accada, non possiamo lasciare che prenda forza l'idea di una società incapace di compiere scelte collettive, di perseguire a livello di Amministrazione pubblica obiettivi concreti e di garantire un sistema di servizi efficiente e sostenibile".
Un'altra vicenda annosa è quella che riguarda gli appalti del Comune di Roma vinti da Salvatore Buzzi, coinvolto in Mafia Capitale e Co.la.ri., il Consorzio Laziale Rifiuti,  il cui proprietario Manlio Cerroni è oggi a processo per truffa e associazione a delinquere. Oggi due arbitrati decretano che l'Ama dovrà pagare a Cerroni quasi un miliardo di euro: il primo ammonta a 89 milioni di euro relativi alla gestione di Malagrotta dopo la sua chiusura, mentre il secondo prevede il pagamento di ben 900 milioni di euro per la mancata sottoscrizione di un contratto per l'uso degli impianti Tmb (trattamento meccanico biologico) che avrebbe comportato anche il mancato utilizzo del gassificatore di Cerroni. Uno scenario decisamente catastrofico, che metterà in grosse difficoltà le già vuote casse comunali. Il paradosso e la palese ingiustizia di questi decreti a favore di un'organizzazione con evidenti elementi criminali si aggiunge all'attuale impossibilità da parte dell'organizzazione comunale di farne a meno: oggi Ama non riesce a gestire i rifiuti cittadini senza l'apporto di Co.la.ri. Ogni giorno una parte dei rifiuti prodotti dai romani viene trattata dai due Tmb, al costo di 105 euro a tonnellata, e dal tritovagliatore (175 euro) di Cerroni. Cattiva gestione e malaffare permeano dunque le istituzioni che reggono la Capitale, e sembra che il processo di risanamento del sistema corrotto sia solo agli inizi. Noi ci auguriamo che continui in modo fruttuoso.