Roma, si estende l’inchiesta corruzione e appalti pubblici: le indagini sulla sicurezza edile e l’invito di Libera

05/02/2015 di Redazione
Roma, si estende l’inchiesta corruzione e appalti pubblici: le indagini sulla sicurezza edile e l’invito di Libera

6mila euro per la dichiarazione di inizio lavori, 3mila per le pratiche di sanatoria, 8mila per le varianti e 10mila per la dichiarazione di fine lavori, 100 euro i soldi necessari ad evadere i controlli sulle misure di sicurezza: un vero e proprio tariffario quello che gli uomini della Guardia di Finanza hanno trovato indagando sul giro di mazzette che ha coinvolto il settore edile romano. L'indagine è partita a seguito della denuncia di due costruttori, operanti nella zona Boccea-Casalotti, vessati dalle richieste di tangenti provenienti da alcuni dipendenti e tecnici del Dipartimento IX (Programmazione e Attuazione Urbanistica) del Comune di Roma.
Ciò che gli uomini della Finanza hanno scoperto in seguito alla denuncia è un sistema di corruzione capillare in un settore, come quello edile, nel quale i controlli sono fondamentali per la sicurezza dei cittadini. Le indagini, disposte dalla Procura della Repubblica di Roma, sono collegate all'operazione denominata "Vitruvio" che, a inizio anno, aveva portato all'esecuzione di 28 misure cautelari (tra cui 22 arresti) per funzionari pubblici, imprenditori e professionisti accusati di corruzione e concussione. A tali misure cautelari, si sono ora aggiunte quelle di Giovanni Grillo, tecnico del XIV municipio, Daniele Cacchioni e Massimo Mazzucco, due funzionari del Dipartimento IX del Comune di Roma, Rita Del Brocco e Franco Di Carlo (ai domiciliari), ispettori dello Spresal (Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro). Sono invece sei gli imprenditori a cui è stato annunciato obbligo di presentarsi davanti l'autorità giudiziaria.
Secondo il colonnello Dario Fasciani, a comando del gruppo Appalti Pubblici della finanza, gli imprenditori sono ormai giunti allo stremo delle proprie forze e possibilità di sostenere il sistema corrotto che ruota intorno gli appalti pubblici. Le condizioni vessatorie in cui si è svolta finora l'aggiudicazione degli appalti hanno messo in luce una corruttela che riguardava anche le fasi preliminari relative ai controlli di sicurezza, per cui i pagamenti venivano emessi per evitare che venisse aperto il controllo sulla sicurezza dei propri cantieri.
In seguito agli arresti, anche Libera, l'associazione di Don Ciotti, ha invitato cittadini, amministratori e funzionari pubblici coinvolti nei fatti, o anche solo a loro conoscenza, a fare una scelta di parte e decidere di farsi avanti. "Scegli da che parte stare, anche solo come persona informata dei fatti. L'ultima parola sia la nostra, non dei mafiosi, non dei corrotti. Garantiamo riservatezza e accompagnamento per chi avrà il coraggio della denuncia" recita il manifesto redatto dall'associazione, che ha messo a disposizione un indirizzo e-mail (romaliberaroma@gmail.com) al quale inviare eventuali segnalazioni e/o richiedere un incontro.