Un anno di emozioni e soddisfazioni

05/02/2015 di Redazione
Un anno di emozioni e soddisfazioni

Il nostro progetto "diverso" lo è stato sin dall'inizio, da quando il primo giorno di formazione ci siamo incontrati e confrontati con gli altri. Era diversa l'impostazione, il tema e la nostra autonomia nello svolgere le azioni e soprattutto era il primo anno che presso la nostra sede che si trova a Chieti, veniva avviato un progetto di Servizio Civile. Siamo state le prime volontarie a prendere servizio e le attività che abbiamo portato avanti erano, al tempo, sperimentali. Nel nostro progetto ci siamo dedicate da subito al reclutamento dei bambini per sostenerli durante il doposcuola.  L'avvio è stato difficile, durante il primo periodo le iscrizioni erano molto poche. Poi col passare del tempo sono aumentate e sono arrivati bambini dai Paesi d'origine più diversi, con diverse situazioni familiari e economiche:  un bambino asiatico che quest'anno è entrato in prima media, una bambina africana della seconda elementare, una ragazza di seconda media proveniente dalla Romania, due sorelle italiane, una di terza media, l'altra di quinta elementare,  due sorelle di prima elementare bosniache. Tanti sono stati gli eventi peculiari di quest'anno che ci hanno colpito: il bambino bengalese ci disse di voler studiare perché voleva diventare un dottore per poter aiutare la sua gente, la volontà di una bambina nell'incrementare il suo studio e prendere l'iniziativa di volersi presentare come volontaria ad un'interrogazione a scuola, la gioia che leggi negli occhi di un'altra bambina che vuole fare i compiti lì con noi e persino qualcuno che, nonostante non avesse compiti da svolgere, viene perché evidentemente sta bene con noi e forse prende quel giorno di doposcuola anche come un momento di svago. Abbiamo creato un clima che definiremmo familiare. I bambini si sentono liberi, si aprono con noi, ci raccontano piccole cose ma anche piccoli segreti, i genitori che ti ringraziano per l'aiuto che hai offerto loro.  Proprio per questi ottimi risultati, qualche mese fa avevamo pensato di proseguire la nostra esperienza realizzando un progetto di doposcuola magari con l'aiuto di attori istituzionali. Ora che siamo giunte quasi alla fine del nostro percorso, grazie al quale siamo sicuramente cresciute a livello personale, le nostre sensazioni sono soprattutto di tristezza e in noi c'è sempre quel senso di abbandonare qualcosa in cui iniziavamo davvero a credere e nel quale stavamo mettendo tutte noi stesse.