Dall’India a Roma passando per Kobane, verso l’8 marzo

05/03/2015 di Redazione
Dall’India a Roma passando per Kobane, verso l’8 marzo

Sarà trasmesso l'8 marzo dalla BBc il documentario "India's daughter" che racconta la tragica vicenda di vicenda di Jyoti Singh,  ventitreenne stuprata da cinque uomini e un minorenne su un autobus. Era il 2012 e la vicenda accaduta in India scosse il Paese ed il mondo intero, anche perché la povera Jyoti morì in ospedale tredici giorni dopo a causa delle profonde lesioni riportate. Gli autori del crimine sono stati tutti arrestati e condannati a morte (ad eccezione del minore e di uno dei sospettati morto mentre era in carcere). Alla morte della ragazza seguirono numerose manifestazioni di protesta che denunciavano la condizione di subalternità delle donne nel Paese, le condizioni in cui vengono trattate. L'autrice del documentario,  Leslee Udwin, narra così le vicende che accaddero, intervista i diretti protagonisti del fatto. Le statistiche riportano che il 70% delle donne indiane è vittima di violenze domestiche. I genitori di Jyoti raccontano all'inizio del documentario che la nascita di una figlia in India, non viene accolta con la stessa gioia riservata a quella di un figlio maschio. È difficile essere donne in India, molto più che in altre parti del mondo, e gli stupri (come in ogni società) sono solo la punta dell'iceberg che rivelano il modo con cui la figura della donna viene considerata. Il documentario da spazio anche a quegli uomini che la violenza l'hanno commessa e la cosa più agghiacciante è che quegli stessi uomini, compreso il loro avvocato,  sostengono apertamente che la colpa sia del fatto che le "ragazze indiane di oggi" hanno assorbito i modelli di vita occidentali, pensando di "poter fare quello che vogliono" e abbandonando lo stile di vita tradizionale. Il culmine è quando Mukesh Singh, uno degli stupratori dice che se Jyoti non avesse reagito, cercando di difendersi dai suoi assalitori, gli uomini si sarebbero "accontentati" di stuprarla e non ci sarebbe stato alcun bisogno di massacrarla di botte. Il documentario, è stato vietato in India. "India's Daughter" è un documentario sui diritti delle donne in tutto il mondo, e questo gli spettatori che lo guardano al di fuori dell'India non dovrebbero dimenticarlo.
L'8 marzo 2015, 104 anni dopo la proclamazione della Giornata Internazionale delle Donne, le donne di tutto il mondo combattono ancora contro il sistema di dominio patriarcale. E da Roma a Milano, si organizzeranno manifestazioni e momenti di discussione ma soprattutto si solidarietà  "La lotta delle donne kurde è la lotta di ognuna di noi". Il comunicato diffuso dichiara che "Gli attacchi contro le donne diventano sempre più profondi e si sviluppano in modo sistematico o strumentalizzato per alimentare/aumentare norme repressive e securitarie in ogni ambito dell'esistenza fino al femminicidio, che spesso  non viene riconosciuto come tale. La violenza sulle donne, l'eteronormatività, il sessismo, il razzismo, lo sfruttamento, le restrizioni sulla libertà di scelta e di autodeterminazione, l'isolamento sono i dispositivi attraverso cui lo stato capitalista e patriarcale esercita il proprio controllo sulle nostre vite e contro cui ci vogliamo ribellare. Le donne hanno oggi più che mai l'urgenza di costruire insieme la propria autodifesa". Nei tre cantoni curdi le Unità di difesa delle Donne YPJ combattono per la liberazione delle donne e dell'intera società. Le YPJ conducono una lotta contro l'oppressione e il femminicidio a tutti i livelli. La lotta delle donne curde non è solo una lotta militare contro IS, ma una posizione politica contro il capitalismo, in questo momento neoliberista e neocoloniale e contro la struttura patriarcale. E così le organizzatrici dei cortei dichiarano "Organizziamo la nostra resistenza di genere e di classe ovunque nel mondo. Liberiamoci insieme dal sistema di dominio patriarcale e capitalistico. Viva la solidarietà internazionale delle donne!" Appuntamento domenica 8 marzo partenza corteo alle ore 10.00  in via Ostiense 137b, arrivo al centro socio culturale Ararat con pranzo sociale a sostegno della ricostruzione di Kobanea seguire proiezioni e assemblea pubblica.