Ingrao, 100 anni spesi bene

26/03/2015 di Redazione
Ingrao, 100 anni spesi bene

"Cara lettrice, caro lettore,
internet non è un mezzo consueto, per chi è nato nel 1915; ma è il mezzo di comunicazione del presente, e ho pensato di usarlo. Sono un figlio dell'ultimo secolo dello scorso millennio: quel Novecento che ha prodotto gli orrori della bomba atomica e dello sterminio di massa, ma anche le speranze e le lotte di liberazione di milioni di esseri umani". Con queste parole Pietro Ingrao si descrive sul suo sito internet. Nato il 30 marzo del 1915, il prossimo lunedì compirà 100 anni, spesi bene.
Nato in provincia di Latina, a cavallo degli anni 30 si trasferisce a Roma per studiare al Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 36 entra in politica col PCI, l'antifascismo diventa militante, inizia a muoversi in clandestinità negli anni del Fascismo poi dopo la caduta di Mussolini fu uno degli organizzatori del comizio di Porta Venezia a Milano. Negli anni dello stalinismo e della Guerra fredda, Ingrao sarà  direttore dell'Unità fino al 1956. Dal '48 entra nel comitato centrale del Pci, venendo eletto deputato per la prima volta. In Parlamento troverà un seggio, ininterrottamente per quasi mezzo secolo, per ben dieci legislature, fino a quando, nel 1992, si tirerà fuori dalle liste del partito, ai tempi di 'Tangentopoli'. I suoi 100 anni sono densi, contengono la storia del nostro  Paese, dal fascismo alla Resistenza, da Budapest a Praga, e poi l'assassinio di Moro, la fine del compromesso storico, la sconfitta del comunismo, l'eclissi del Pci.
Martedì 31 ci sarà la celebrazione ufficiale in occasione dei suoi 100 anni, alla presenza del presidente della Repubblica. Omaggio al politico, primo comunista a salire sullo scranno di Montecitorio. La presidente Laura Boldrini aprirà la Sala della Regina per un convegno dal titolo molto ingraiano: "Perché la politica". Con i contributi di Alfredo Reichlin, Gustavo Zagrebelsky e Rossana Rossanda. E poi, il 16 aprile, focus sull'Ingrao presidente della Camera nel ricordo di Giorgio Napolitano, Pier Ferdinando Casini, Eugenio Scalfari.
 "Il mondo è cambiato, ma il tempo delle rivolte non è sopito: rinasce ogni giorno sotto nuove forme. Decidi tu quanto lasciarti interrogare dalle rivolte e dalle passioni del mio tempo, quanto vorrai accantonare, quanto portare con te nel futuro", scrive rivolgendosi alle nuove generazioni il centenario Ingrao.