Parte il progetto Karalò per “ricucire” le vite e i sogni di quattro giovani richiedenti asilo

26/03/2015 di Redazione
Parte il progetto Karalò per “ricucire” le vite e i sogni di quattro giovani richiedenti asilo

Da alcune settimane ha preso il via un interessante progetto dal nome "Karalò", una parola in lingua Mandinga che significa "sarto". Ne sono protagonisti quattro giovani richiedenti asilo di diversa nazionalità che vivono in un centro SPRAR gestito dalla cooperativa Eta Beta, sulla Tiburtina. A seguito dell'incontro con il Casale Podere Rosa, dove uno dei ragazzi ha potuto seguire un corso di cucito, i quattro, con l'aiuto di operatori e amici, si sono procurati due macchine da cucire e tanti scampoli e ritagli delle più diverse stoffe, che hanno trasformato in borse, portafogli, camicie, vestiti. Non si tratta semplicemente di un progetto di sartoria: l'utilizzo di resti e scampoli di stoffe è dettato dall'esigenza di iniziare in piccolo e da materiali facilmente reperibili, ma soprattutto dalla volontà di non sprecare, di riutilizzare, di trasformare dei resti in qualcosa di nuovo, di vivo, ridare a queste stoffe una nuova vita. Ed è ad una nuova vita e a una nuova possibilità di sperare che questi ragazzi mirano attraverso il loro progetto: tutti sarti o tappezzieri nei loro Paesi, hanno attraversato l'Africa e il Mediterraneo alla ricerca di un futuro nuovo, e sono stati risucchiati, come tutti, dal turbine della lentissima burocrazia italiana, dalla lunga permanenza nei centri, dalle interminabili attese della commissione. "Karalò" ha risvegliato in loro una nuova spinta, una rinnovata motivazione e ha fatto loro intravedere la possibilità concreta di un futuro inserimento sociale e lavorativo in Italia. Cosa possiamo fare noi per aiutarli? Donare vecchie macchine da cucire anche se non perfettamente funzionanti, stoffe di buona qualità e comprare i loro prodotti. I ragazzi di Karalò vendono in diversi mercatini di Roma; per contattarli e trovare i prossimi appuntamenti si può scrivere alla mail karaloroma@gmail.com o consultare la pagina facebook www.facebook.com/KaraloRoma. Sostenere questo progetto significa dare una mano a ricucire le vite e i sogni di questi quattro giovani richiedenti asilo.