Tunisi, il giorno dopo

19/03/2015 di Redazione
Tunisi, il giorno dopo

Tunisi, gioiello di transizione verso la democrazia, città che ha visto nascere le primavere arabe, è stata colpita duramente dall'attacco terroristico di ieri. Sono state colpite tutte le tensioni dinamiche mediterranee, e nordafricane e tutti i pacifisti di tutta l'Europa, tutto il mondo. Morti e feriti, tra cui alcuni italiani, ventuno le vittime totali. La rivoluzione tunisina è diventata obiettivo dello Stato Islamico, proprio la sicurezza era stato il tema centrale della campagna elettorale che ha permesso alle forze laiche di salire al potere a discapito di quelle islamiche. Ed ora il gioco ripassa nelle mani degli estremisti. La grande pressione sulla Tunisia arriva dalla Libia, e non solo, per le ondate di profughi. Non a caso è stata rafforzata la protezione al valico di frontiera di Ras Jedir, spesso chiuso per evitare il passaggio di armi e di jihadisti e per contrastare il contrabbando. I terroristi hanno colpito il turismo per dare uno scossone negativo all'economia tunisina? Il turismo infatti era ripreso dopo anni di stallo provocato dai timori suscitati dai cambiamenti in corso e ora rischia di subire una nuova battuta d'arresto. E adesso cosa succede? Lucia Annunziata nell'editoriale  pubblicato oggi sull'Huffington Post intitolato "L'attacco di Tunisi accelera l'intervento in Libia" scrive "Si dice Tunisia, oggi, ma si deve intendere Libia. Sullo sfondo dell'attacco terroristico in Tunisia si apre infatti lo scenario di un' accelerazione di un intervento in Libia. È una conclusione intuitiva, un passo logico inevitabile - la vicinanza dei due paesi e l'allargarsi della operatività dell'Isis anche in quello che era il gioiello della corona della democrazia nata dalle primavere Arabe porta inevitabilmente all'urgenza di una iniziativa europea e nostra nel lacerato paese che fu di Gheddafi. Il fatto che nell'attentato siano cadute le prime vittime italiane dell'Isis è la più tragica delle dimostrazioni di quanto siamo già dentro questo conflitto". E soprattutto "Che l'Italia avrà un ruolo rilevante in tale intervento non lo diciamo noi, ma lo ha indicato con chiarezza proprio Ban Ki-Moon oggi: si è detto sempre più preoccupato per la presenza nel paese dell'Isis e ha definito 'fondamentale' il ruolo dell'Italia, perché l'Italia rappresenta 'una pietra miliare per la pace e la sicurezza internazionale"