Vox traccia una mappa dell'intolleranza su Twitter

05/03/2015 di Redazione
Vox traccia una mappa dell'intolleranza su Twitter

Interessante progetto quello lanciato dall'associazione no profit Vox (in collaborazione con le università di Milano, Roma e Bari) col fine di tracciare una sorta di "mappa dell'intolleranza" in rete, e soprattutto via Twitter. Il monitoraggio è durato all'incirca otto mesi, sono stati analizzati più di due milioni di cinguettii razzisti, omofobi, misogini, antisemiti o contro i disabili. Dallo studio emerge che Milano è una delle capitali dell'intolleranza, e la Lombardia ha quindi il triste primato dei maggiori insulti via web. Vox ha così realizzato delle carte geografiche a colori, dove il rosso indica l'area in cui è stato 'geolocalizzato' - cioè individuato geograficamente grazie a un software - il maggior numero di tweet intolleranti. A Milano e in Brianza, il 44 per cento dei tweet intolleranti è contro le donne, il 29 per cento sono frasi omofobe, il 14 per cento razziste, sette per cento contro disabili, il sei per cento contro gli ebrei. I ricercatori hanno verificato che tra tutti i social network Twitter è l'arena virtuale preferita per gli insulti, sarà probabilmente per il limite dei 140 caratteri e quindi l'inclinazione ad utilizzare frasi ad effetto.  "In Lombardia è più diffuso l'uso di Twitter rispetto ad altre regioni, ma è evidente che i lombardi e milanesi ce l'hanno più che altrove con le donne e con gli omosessuali - spiega Silvia Brena - mentre al sud ce l'hanno di più con i disabili e con gli ebrei". Oltre metà dei due milioni di messaggi presi in esame riguarda le donne, 110mila sono invece sull'omofobia, 154mila razzisti, 479mila contro disabili, 6mila quelli antisemiti. "Siamo partiti dall'analisi su 72 parole e abbiamo trovato le zone a più alto rischio di intolleranza - continua Brena - Pensare l'odio, porta poi ad agirlo; dare voce senza mediazione emotiva alla propria rabbia e sputarla in rete, porta poi al cyberbullismo o allo sviluppo di violenza strutturata. Col Comune di Milano dunque stiamo ipotizzando di portare avanti questo progetto, raffinando ulteriormente la ricerca, per fare prevenzione mirata sul territorio".