Consiglio europeo straordinario sull'immigrazione: rafforzare, lottare e prevenire le parole chiave. Nessuna novità

30/04/2015 di Redazione
Consiglio europeo straordinario sull'immigrazione: rafforzare, lottare e prevenire le parole chiave. Nessuna novità

Si è svolto il 24 aprile il Consiglio europeo straordinario sull'immigrazione convocato dopo la strage in cui hanno perso la vita più di ottocento migranti nel Canale di Sicilia. "Rafforzare la nostra presenza in mare", "Lottare contro i trafficanti nel rispetto del diritto internazionale", "Prevenire i flussi migratori illegali" e "Rafforzare la solidarietà e la responsabilità interne" questi i quattro principi su cui si è mossa la discussione interna al Consiglio. Nessuna delle soluzioni auspicate, nessun corridoio umanitario. Infatti, il Consiglio Europeo ha deciso di " triplicare" i fondi all'operazione di pattugliamento nel Canale di Sicilia coordinata da Frontex e di aumentare navi e aerei che ne fanno parte, grazie a nuovi mezzi che gli Stati membri si sono impegnati a mettere a disposizione già a partire dalle prossime settimane.  Nella dichiarazione finale del Consiglio nessuna parola sull'estensione del raggio di azione di Triton. Rimane una missione di pattugliamento. Il Consiglio si impegna poi nella "lotta ai trafficanti in accordo con la legge internazionale" e a distruggere le reti criminali insieme alle polizie dei paesi terzi sequestrando  beni e arrestando i membri.  Viene poi confermata l'intenzione di "identificare, catturare e distruggere" le imbarcazioni prima che siano usate dai trafficanti. Per operare su suolo libico, però, ci vorrebbe un mandato dell'Onu e la Russia, che al momento è in pessimi rapporti con l'Ue, potrebbe porre il veto. Per "prevenire l'immigrazione illegale", aumenterà la cooperazione con i paesi terzi, a cominciare da Tunisia, Egitto, Sudan, Mali e Niger e si dialogherà con l'Unione Africana. È previsto anche un summit Eu-Ua a Malta nei prossimi mesi. Più cooperazione anche con la Turchia vista la situazione in Iraq e Siria. È previsto poi il lancio di piani regionali di sviluppo e protezione in Nord Africa e nel Corno d'Africa. Inoltre i migranti economici irregolari andranno espulsi.  Infine, si ribadisce la necessità di un Sistema comune europeo d'asilo e di standard comuni nelle legislazioni vigenti. Ma non c'è nessuna rivoluzione sulla ripartizione dei richiedenti asilo: continua a valere il regolamento di Dublino, per cui è il Paese di primo approdo a doversene fare carico.  Nella dichiarazione c'è l'impegno a "considerare l'opzione per organizzare trasferimenti (relocation) di emergenza tra tutti gli Stati membri", ma solo "su una base volontaria". E "volontario" sarà anche un primo progetto pilota di resettlement, che permetterà di trasferire in Europa da Paesi terzi persone che hanno diritto alla protezione internazionale.