Convenzione sulla criminalità informatica per incriminazione di atti di natura razzista e xenofobica. A che punto siamo?

02/04/2015 di Redazione
Convenzione sulla criminalità informatica per incriminazione di atti di natura razzista e xenofobica. A che punto siamo?

E' stato approvato il decreto che punisce la "diffusione di materiale razzista e xenofobo per il tramite di sistemi informatici, minaccia con motivazione razzista e xenofoba, insulto con motivazione razzista e xenofoba, negazione, minimizzazione palese, approvazione o giustificazione del genocidio o dei crimini contro l'umanità, aiuto e complicità". Il testo era già stato adottato a Strasburgo nel lontano 28 gennaio 2003, e riguarda proprio la criminalizzazione, quindi la possibilità di far scattare sanzioni penali, per gli atti di razzismo e xenofobia commessi a mezzo di sistemi informatici. L'Italia lo ha firmato il 9 novembre 2011, ma ancora non lo ha ratificato. Lo scorso venerdì invece qualcosa si è mosso anche in Italia "Il Protocollo - spiega il governo -  determina un'estensione della portata della Convenzione sulla Criminalità informatica comprese le sue disposizioni di cooperazione procedurali ed internazionali, per includervi i reati legati alla propaganda a sfondo razzistico o xenofobo. In tal modo, oltre ad armonizzare gli elementi giuridici reali di tali atti, esso intende fornire alla Parti la possibilità di utilizzare i mezzi e le vie della cooperazione internazionale stabiliti nella Convenzione in questo campo".
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