Diritto d’asilo e accoglienza, a che punto siamo?

23/04/2015 di Redazione
Diritto d’asilo e accoglienza, a che punto siamo?

Dopo la tragedia del barcone affondato in cui hanno perso la vita 800 migranti, si riapre la discussione tra gli sforzi italiani e quelli dell'Unione Europea per gestire i flussi migratori nel Mediterraneo ma soprattutto incoraggiare scelte politiche e leggi dei governi verso un'accoglienza diversa. La soluzione e la richiesta di associazioni e organizzazioni è quella di aprire un corridoio umanitario,  vie d'accesso legali per evitare le morti in mare. Il governo italiano, in attesa dell'intervento europeo dovrebbe attivare un programma di ricerca e salvataggio. "Triton" non basta. "Mare Nostrum", l'operazione che aveva preceduto Triton, aveva un duplice obiettivo: rafforzare la sorveglianza della sicurezza delle frontiere marittima e dare  assistenza umanitaria in un'area operazionale molto più era ampia. "Triton" invece prevede il controllo delle acque internazionali solamente fino a 30 miglia dalle coste italiane: il suo scopo principale è il controllo della frontiera e non il soccorso.
Anche per quanto riguarda il Trattato Dublino, per quanto l'Unione europea ha cercato di armonizzare le politiche d'asilo nei 28 stati membri, ha ancora un equilibrio diverso tra le diverse legislazioni locali. Il regolamento di Dublino del 2003 è il documento principale adottato dall'Unione in tema di diritto d'asilo. È stato sottoscritto anche da paesi non membri, come la Svizzera. Ricordiamo che il regolamento impedisce di presentare una domanda di asilo in più di uno stato membro, e prevede che la domanda la esamini lo stato dove il richiedente ha fatto ingresso nell'Unione. L'Europa ha adottato anche il sistema Eurodac, un archivio comune delle impronte digitali dei richiedenti asilo usato dalla polizia per controllare se sono state presentate diverse domande. I richiedenti asilo hanno diritto a rimanere nel paese di arrivo anche se non hanno regolari documenti d'ingresso e a essere assistiti. Se la richiesta d'asilo viene respinta, il richiedente può fare appello. Sembra evidente che il sistema attuale non riesce a fornire un'adeguata protezione ai richiedenti asilo costretti ad aspettare anni prima che le loro richieste siano esaminate. In Europa il numero delle richieste di asilo è aumentato nel 2014 salendo da 435.190 nel 2013 a 626.065 nel 2014. Nel 2014 il numero di richiedenti asilo dalla Siria è raddoppiato. I siriani sono il 20 per cento dei richiedenti asilo. Il secondo gruppo è rappresentato dagli afgani che rappresentano il 7 per cento. Nel 2014 l'asilo è stato garantito a 163mila persone nell'Unione europea. Nel 2014 la Germania è il paese che ha concesso più volte l'asilo con 41mila richieste approvate, seguita dalla Svezia con 31mila richieste approvate. Nel 2014 l'Italia ha concesso 21mila richieste d'asilo.