Presentate le modifiche al testo de “La Buona Scuola” per l’inclusione scolastica degli alunni di cittadinanza non italiana

30/04/2015 di Redazione
Presentate le modifiche al testo de “La Buona Scuola” per l’inclusione scolastica degli alunni di cittadinanza non italiana

Si è tenuta il 29 aprile, presso la Camera dei Deputati, la conferenza stampa di presentazione degli emendamenti al Disegno di legge "La Buona Scuola". In questi giorni, infatti, si sta discutendo alla Camera il Ddl 2994 "Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti", meglio conosciuto come "La Buona Scuola". Le modifiche al testo sono state proposte da Milena Santerini, deputato e membro della VII Commissione Cultura, Istruzione e Sport, per porre l'attenzione su un aspetto cruciale ma rimasto in secondo piano nel disegno di legge del governo Renzi, e cioè l'inclusione degli alunni/studenti di cittadinanza non italiana. Noi di FOCUS-Casa dei Diritti Sociali, insieme ad altre realtà (associazioni, scuole, fondazioni), abbiamo dato la nostra adesione. Gli 800.000 alunni di cittadinanza non italiana rappresentano ormai il 9% della popolazione scolastica. Più della metà sono nati in Italia, e i loro percorsi scolastici migliorano nel tempo.  Come riporta il comunicato, basterebbero questi pochi dati per dire che la Buona scuola è quella in cui gli alunni "non più stranieri" devono essere considerati a pieno titolo cittadini. Dove la parola intercultura esprime il normale confronto quotidiano tra le differenze. Dove la parola integrazione non nasconda l'esclusione. Come è stato più volte ribadito, non ci si può limitare a misure compensatorie di carattere speciale. Si tratta, invece, di assumere la diversità come paradigma dell'identità stessa della scuola nel pluralismo, come occasione per aprire l'intero sistema a tutte le differenze (di provenienza, genere, livello sociale, storia scolastica). Occorre dare maggiore spazio a questa realtà  in tutta la vita della scuola.
Per questo, sosteniamo le seguenti modifiche o integrazioni all'art.2  (Autonomia scolastica e offerta formativa)  del Ddl 2994:
- affermare chiaramente tra gli obiettivi lo sviluppo della dimensione interculturale nel curricolo scolastico e nella vita della scuola, anche attraverso l'apporto delle comunità di origine e dei mediatori culturali; 
- sviluppare le competenze di cittadinanza attiva e democratica e interculturali;
- potenziare i corsi di insegnamento intensivo della lingua italiana per i neo arrivati, da organizzare secondo quanto previsto dall'art. 14, comma 1, del DPR 81/2009, anche in collaborazione con gli Enti locali e le associazioni del terzo settore e del volontariato (il  DPR 81/2009 stabilisce che "Per gli alunni stranieri non in possesso delle necessarie conoscenze e competenze nella lingua italiana, il relativo insegnamento, nel rispetto dell'autonomia delle scuole, è rafforzato anche utilizzando il monte ore settimanale destinato alla seconda lingua comunitaria");
- realizzare l'alfabetizzazione e perfezionamento della lingua italiana e i laboratori linguistici secondo quanto previsto dalla direttiva 2000/43/CE in materia di parità di trattamento e non discriminazione per evitare classi speciali o separate;
- assegnare una quota dei posti per il potenziamento dell'offerta formativa a funzioni di tutor,  per la realizzazione di percorsi individuali di apprendimento e di didattica laboratoriale, nelle aree a forte processo migratorio o caratterizzate da elevati tassi di dispersione scolastica.