Reato di tortura, importanti novità anche nell’immigrazione

16/04/2015 di Redazione
Reato di tortura, importanti novità anche nell’immigrazione

Dopo la condanna della Corte di Starsburgo, e anni di sensibilizzazione, anche in Italia la tortura sta per diventare reato. Finalmente dopo lunghi anni si va verso la giusta direzione e il Codice Pensale e il testo unico sull'immigrazione potrebbero subire importanti modifiche. Infatti, interessanti novità potrebbero arrivare anche nel campo delle espulsioni . Il ddl prevede "Chiunque  con violenza o minaccia ovvero con violazione dei propri obblighi di protezione, di cura o di assistenza, intenzionalmente cagiona ad una persona a lui affidata, o comunque sottoposta alla sua autorità, vigilanza o custodia, acute sofferenze fisiche o psichiche al fine di ottenere, da essa o da un terzo, informazioni o dichiarazioni o di infliggere una punizione o di vincere una resistenza, ovvero in ragione dell'appartenenza etnica, dell'orientamento sessuale o delle opinioni politiche o religiose, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni". E' previsto un aumento di pena se a commettere il reato sono pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio per i quali è previsto anche il reato di "Istigazione alla tortura". Un intero articolo è dedicato ai cittadini stranieri e avvia la necessità di riscrivere  il primo comma dell'articolo 19 del Testo Unico sull'immigrazione. "In nessun caso può disporsi l'espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali o oggetto di tortura, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione o dalla tortura ovvero da violazioni sistematiche e gravi dei diritti umani".  Il disegno di legge è stato votato con favore alla Camera e con il contributo del Senato si potrà avere una buona legge. Oltre ad avere maggiori tutele anche i cittadini stranieri che entrano o soggiornano in Italia senza un regolare permesso di soggiorno, non potranno essere espulsi e rimandati in patria o in altri Paesi "a rischio". Infatti, ricordiamo che la tortura è praticata in molti Paesi del mondo proprio come in molti Paesi si registrano violazioni sistematiche e gravi dei diritti umani.