San Giovanni, i comitati di quartiere: con l’apertura della metro C si teme il caos

16/04/2015 di Redazione
San Giovanni, i comitati di quartiere: con l’apertura della metro C si teme il caos

L'apertura della fermata-capolinea della linea C a San Giovanni, tra l'altro non collegata sottoterra con la linea A, rischia di accentuare il degrado di una zona già duramente provata da quasi dieci anni di cantieri.  E' il grido d'allarme che lancia il Comitato di quartiere "San Giovanni", organismo nato sette anni fa contro il proliferare dei cantieri per la costruzione di box interrati nella zona (grazie alla mobilitazione e alla raccolta di 4.500 firme è stato bloccato quello di via Cesena) e per monitorare le vibrazioni prodotte dalla linea A della metropolitana nel tratto tra piazzale Appio e piazza dei Re di Roma. Il Comitato, nei giorni scorsi, ha promosso consultazioni on-line tra i propri associati e diversi incontri con realtà della zona per dar vita ad ipotesi progettuali partecipate sul "dopo cantieri" della metropolitana. In agenda alcune soluzioni urbanistiche, spazi da pedonalizzare e nuovi tragitti per le linee di autobus. "San Giovanni ha subito per tanti anni i disagi conseguenti ai cantieri per la metropolitana, tra l'altro contemporanei a quelli per la realizzazione di box interrati, ad esempio a via Isernia, via Matera, via Albalonga e largo Vercelli - spiega Giampiero Castellotti, vice presidente del Comitato San Giovanni. "In una logica di partecipazione a scelte che determineranno la qualità della vita di noi cittadini, abbiamo dato vita a veri e propri laboratori d'idee, con il coinvolgimento di altre realtà e comitati di zona, per concorrere a progettare il futuro di questo importante quartiere. Tale fase deve rappresentare un'opportunità che richiede un impegno collettivo, l'inoperosità rischia di accentuare l'incuria e il declino". Due le principali ipotesi progettuali lanciate dal Comitato. La prima riguarda largo Brindisi, un tempo "polmoncino verde" del quartiere, fino a quando gli storici pini sono stati abbattuti per far posto alle scale mobili della stazione della metropolitana. Proprio per attenuare lo scadimento del sito (sarà presente anche un impianto di aerazione della metro), l'ipotesi prevede uno spazio pedonale con sedili ad anfiteatro, denominata "Area della lettura", a beneficio soprattutto della limitrofa biblioteca "Mandela" (ex "Appia") di via La Spezia, ma anche delle scuole "Carducci" e "Russell". La seconda proposta riguarda l'ampliamento del giardino di via Carlo Felice attraverso l'accorpamento dello spazio verde di viale Castrense: praticamente la creazione di un giardino unico, con al centro le Mura Aureliane. Il collegamento sarebbe garantito dall'apertura di due varchi già esistenti, ma chiusi da anni. "Un'ipotesi in linea con il più ampio progetto di riqualificazione delle mura romane, come avvenuto con successo a Porta Metronia - spiega Castellotti. Viale Castrense verrebbe parzialmente chiusa al traffico e lo spazio verde potrebbe ospitare giochi per bambini e, novità per la zona, attrezzature per lo sport. Scelte all'insegna della sostenibilità che sono frutto della consultazione on-line dei cittadini della zona e degli incontri promossi dallo stesso Comitato "San Giovanni". Il progetto prevede infine la salvaguardia della fermata comune dei mezzi pubblici in via Appia Nuova presso piazzale Appio, proprio a ridosso della stazione della metropolitana: diversificare i tragitti delle linee su via Taranto e via La Spezia accentuerebbe i problemi causati dal mancato collegamento sotterraneo delle due linee della metropolitana, vero e proprio "vulnus" per la mobilità pedonale trasferita tutta in superficie.
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