Strasburgo su Contrada: non doveva essere condannato

16/04/2015 di Redazione
Strasburgo su Contrada: non doveva essere condannato

La Corte Europea dei Diritti umani si pronuncia su Bruno Contrada:  non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa perché, all'epoca dei fatti (1979-1988), il reato non "era sufficientemente chiaro".  Bruno Contrada, di origine napoletane, ha oggi 83 anni. Nel 1958 diventò poliziotto. Nel 1973 era a capo della squadra mobile di Palermo e nel 1982 è entrato a far parte del SISDE, prima come coordinatore in Sicilia e Sardegna, poi a Roma nel reparto operativo della direzione. Contrada nel 1992 viene arrestato con l'accusa di essere "a disposizione di Cosa nostra" sulla base di una serie di dichiarazioni fatte da alcuni collaboratori di giustizia. Si parla di fatti risalenti all'inizio degli anni Novanta: gli anni dell'omicidio del parlamentare siciliano di  Salvo Lima e dell'imprenditore Ignazio Salvo, delle stragi di Capaci e di via D'Amelio e  gli anni della sentenza della Cassazione del gennaio 1992 nel cosiddetto Maxiprocesso, che condannò Totò Riina e molti altri capi mafiosi all'ergastolo. L'accusa più grave che viene mossa a Contrada è quella di aver permesso la fuga di Riina poco prima dell'arresto, lui si è sempre difeso dicendo che è stato vittima di un complotto da parte degli stessi mafiosi.
La Corte di Starsburgo ha reso pubblica la sua decisione martedì 14 aprile. Lo Stato italiano dovrà ora versare a Contrada 10 mila euro per danni morali (Contrada ne aveva chiesti 80 mila). La Corte ha respinto anche la richiesta di dargli circa 30 mila euro per le spese processuali sostenute a Strasburgo, ordinando all'Italia un risarcimento limitato a 2.500 euro. Due mesi fa l'avvocato di Contrada aveva presentato per la quarta volta domanda di revisione del processo a carico del suo cliente. La corte di appello di Caltanissetta ha fissato l'udienza per prendere una decisione il prossimo 18 giugno. La sentenza di Strasburgo potrebbe essere un elemento nuovo per ottenere effettivamente la revisione della condanna