Approvate le Linee guida europee sull’immigrazione ma a che punto siamo?

14/05/2015 di Redazione
Approvate le Linee guida europee sull’immigrazione ma a che punto siamo?

Le precarie ed esigue aperture della Commissione Europea riusciranno a mutare il quadro? Ancora in questi primi mesi del 2015 troppi richiedenti asilo e migranti  pagano con la vita e con denaro, e con mesi di ulteriori sofferenze, la loro speranza di futuro sulle rotte verso l'UE. Per rafforzare il pacchetto di misure proposte e da approvare in sede UE, passaggi formali,  occorre ora una campagna forte e mirata perché primi risultati certi sul piano del diritto "comune-comunitario", delle procedure e della gestione vadano incontro ai flussi.
Ma vediamo in cosa consistono le nuove linee guida presentate dalla Commissione Europea. La Commissione entro maggio, grazie a un finanziamento supplementare di 50 milioni di euro per il 2015 e il 2016, presenterà un programma per offrire ai ventimila profughi "con evidente bisogno di protezione internazionale in Europa" altrettanti posti nei paesi europei. In questo modo, per la prima volta, si fa riferimento al trattato di Lisbona, in cui c'è l'aiuto e la responsabilità condivisa dei Paesi UE per aiutare gli stati interessati da un afflusso improvviso di migranti. Quindi, entro fine maggio un meccanismo temporaneo di distribuzione per il 2015 e 2016. Entro la fine dell'anno poi,  una proposta di sistema permanente di "ricollocazione in situazioni di afflusso massiccio", sulla base di quattro criteri: pil, popolazione, livello di disoccupazione e rifugiati già accolti sul territorio nazionale. Ci saranno però delle eccezioni, infatti, Regno Unito, Irlanda e Danimarca, potranno avvalersi della possibilità di non partecipare alla ripartizione in  riferimento all'articolo 78.3 del trattato di Lisbona. La Danimarca ha una clausola d'esclusione (opt-out) da queste disposizioni del trattato Ue, mentre altri due stati membri, Regno Unito e Irlanda, potranno decidere se partecipare o no in base a una clausola di opt-in. Con 25 dei 28 paesi membri che dovrebbero partecipare alla redistribuzione dei richiedenti asilo, la Germania dovrebbe accogliere il 18,4 per cento dei ventimila profughi, la Francia il 14,2 per cento e l'Italia l'11,8 per cento. La Spagna ne accoglierà il 10 per cento e la Svezia il 3 per cento. Altre novità, riguardano l'operazione navale nel Mediterraneo per smantellare il traffico di esseri umani, soprattutto in Libia. Inoltre si vorrebbero triplicare mezzi e capacità di Triton e Poseidon. La Commissione ha ritoccato il bilancio, destinando a questo scopo 89 milioni di euro per il 2015, comprensivi di  "57 milioni per il Fondo Asilo, migrazione e integrazione e 5 milioni per il Fondo Sicurezza interna in finanziamenti di emergenza destinati agli Stati membri in prima linea". A fine maggio arriverà invece il nuovo piano operativo Triton.
Le prossime tappe prevedono la riduzione delle migrazioni irregolari, Bruxelles propone infatti "funzionari di collegamento" nei Paesi terzi strategici, potenziare la capacità di Frontex di rimpatriare gli irregolari, far diventare il traffico di migranti un'"attività ad alto rischio e basso rendimento" e "affrontare le cause profonde nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e dell'assistenza umanitaria". Per salvare più vite, un rafforzamento di Frontex, e contribuire al consolidamento delle capacità dei paesi terzi di gestire le loro frontiere. Sarà possibile anche intensificare "se e quando necessario, la messa in comune di alcune funzioni di guardia costiera a livello UE". Per chi ha diritto alla protezione internazionale, la priorità è "garantire l'attuazione piena e coerente del sistema europeo comune di asilo". L'obiettivo è anche ridurre gli abusi, promuovendo "su base sistematica" identificazione e rilevamento di impronte digitali e rafforzando "le disposizioni sul paese di origine sicuro della direttiva procedure". Nell'agenda però si apre anche, nel 2016, a un "eventuale riesame" del regolamento di Dublino, che impone al Paese di primo ingresso (come è spesso l'Italia) l'onere di gestire i richiedenti asilo.   "L'obiettivo - spiega la Commissione - è che l'Europa, nel suo declino demografico, resti una destinazione allettante per i migranti; bisognerà quindi rimodernare e ristrutturare il sistema Carta blu, ridefinire le priorità delle nostre politiche di integrazione, aumentare al massimo i vantaggi delle politiche migratorie per le persone e i paesi di origine, anche rendendo meno costosi, più rapidi e più sicuri i trasferimenti delle rimesse".
L'UNHCR nel comunicato diffuso "elogia le proposte della Commissione europea, per la gestione delle migliaia di rifugiati e migranti che arrivano in Europa attraverso il Mediterraneo". E continua "Le proposte avanzate dall'Unione Europea rappresentano un grande passo in avanti in termini di gestione dei flussi di rifugiati e migranti" ha dichiarato Volker Türk, Assistente Alto Commissario dell'UNHCR per la Protezione. "Ora è estremamente importante, e vitale per il salvataggio di vite umane, che queste proposte siano adottate in tempi rapidi e pienamente attuate". "La solidarietà nell'approccio tra Stati Membri dell'Unione Europea è l'unica maniera in cui può essere affrontato un problema di questa natura e l'UNHCR esprime profondo apprezzamento nel vedere che questo principio è stato riconosciuto nelle proposte presentate oggi." ha affermato Volker Türk
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