Linee guida sul diritto alla residenza dei richiedenti e beneficiari di protezione internazionale

28/05/2015 di Redazione
Linee guida sul diritto alla residenza dei richiedenti e beneficiari di protezione internazionale

Il Ministero dell'Interno ha pubblicato insieme al Sistema protezione per richiedenti asilo e rifugiati, Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione, Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati e Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d'Anagrafe le "Linee guida sul diritto alla residenza dei richiedenti e beneficiari di protezione internazionale".  Le linee guida danno la possibilità ad operatori dei Comuni di evitare che le anagrafi neghino un diritto fondamentale. Ad esempio alcuni uffici dell'anagrafe non considerano i Centri d'Accoglienza luoghi adatti per prendere la residenza, nonostante il testo unico sull'immigrazione dica che dopo 3 mesi di permanenza vanno considerati "dimora abituale".  Negando la residenza, si negano anche tanti altri diritti fondamentali. Dall'iscrizione all'anagrafe dipendono infatti, ad esempio, l'accesso all'assistenza sociale, l'iscrizione al servizio sanitario nazionale, l'assegnazione delle case popolari e tanti altri passi verso l'integrazione, fino alla richiesta di cittadinanza italiana.  Perché queste situazioni non si verifichino più, ecco le "Linee guida sul diritto alla residenza dei richiedenti e beneficiari di protezione internazionale".
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