Raccolta firme promossa dal Collettivo Askavusa di Lampedusa

07/05/2015 di Redazione
 Raccolta firme promossa dal Collettivo Askavusa di Lampedusa

A Lampedusa si assiste alla proliferazione, del tutto ingiustificata e con effetti pericolosissimi per la salute della popolazione, il territorio e l'ambiente, di sistemi radar e telecomunicazione militare e delle antenne della telefonia cellulare. Molti di questi apparati hanno poi funzioni del tutto similari ad altri già esistenti, e vengono localizzati vicinissimi agli abitati o in luoghi utilizzati per attività ecoturistiche, pregiudicando così l'immagine e le attività socioeconomiche dell'Isola. Sull'elettromagnetismo esiste ormai un'abbondante letteratura scientifica che ne prova gli insostenibili effetti ambientali e sociosanitari e il preoccupante quadro epidemiologico registrato dalle autorità sanitarie e dai ricercatori tra la popolazione lampedusana (si veda l'alta incidenza di alcune forme tumorali, ben al di sopra delle medie regionali) impone l'adozione immediata di misure che riducano drasticamente l'inquinamento elettromagnetico nell'isola. Per questo i sottoscrittori di quest'appello chiedono:
1) alle autorità militari e alle compagnie telefoniche di eliminare i radar, gli impianti di guerra elettronici e le infrastrutture telefoniche che svolgono funzioni analoghe o similari, evitando così inutili e ingiustificati doppioni.
2) di bloccare tutti i nuovi insediamenti previsti nell'isola di sistemi radar militari e della telefonia cellulare
3) l'approvazione da parte dell'amministrazione comunale di un regolamento che imponga il rispetto dei limiti di legge all'esposizioni elettromagnetiche e vieti la presenza di fonti di emissioni Emg in vicinanza di asili, scuole, presidi sanitari e nei pressi del centro abitato.
4) Di potere accedere a tutta la documentazione inerente alle fonti di emissione di onde elettromagnetiche.
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