Roma: I Diritti non sono un problema di ordine pubblico

07/05/2015 di Redazione
Roma: I Diritti non sono un problema di ordine pubblico

Negli ultimi mesi la Questura di Roma, come altre questure in Italia, sta subordinando il diritto di soggiorno, anche nei casi di protezione internazionale, all'iscrizione anagrafica sul territorio nazionale, emettendo centinaia di rifiuti del rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro e per protezione internazionale. Oltre ad essere un abuso di potere (l'iscrizione anagrafica è una scelta legata ad interessi soggettivi oltre che strumento di accesso ad una serie di tutele sociali e non un requisito oggettivo) tale pratica travalica i limiti delle prerogative della Questura e stravolge le disposizioni internazionali o dell'autorità giudiziaria.  Questo comportamento illegittimo pregiudica la vita di centinaia di persone, la cui esistenza si trova a dipendere dalle decisioni di un funzionario di polizia al di fuori di ogni garanzia giudirico-normativa, e compromette una già provata coesione sociale. Tale comportamento si somma all'articolo 5 del decreto Lupi che ha già messo a dura prova le tutele dei diritti umani e sociali. Tanti si trovano costretti a vivere in condizioni di precarietà abitativa e non hanno la possibilità di richiedere l'iscrizione anagrafica, anche a causa delle locazioni irregolari che contraddistinguono il mondo migrante della locazione. Invitiamo tutti e tutte a chiedere con forza di interrompere questa prassi al più presto in quanto illegittima e pretestuosa Chiediamo un tavolo urgente al ministero dell'interno, al dipartimento di PS e DLCI, al fine di emanare una circolare con la quale adottare l'autocertificazione della dimora per il rilascio/rinnovo del titolo di soggiorno, armonizzando le procedure sul Territorio Nazionale, oltre che - con l'occasione - riattivare il tavolo aperto con i movimenti e associazioni, inaugurato dopo la strage dell'ottobre 2013.
Presidio in piazza dell'Esquilino a Roma Venerdì 8 maggio 2015 ore 17.00