Consiglio Affari Interni UE: nulla di fatto sul ricollocamento dei richiedenti asilo

11/06/2015 di Redazione
Consiglio Affari Interni UE: nulla di fatto sul ricollocamento dei richiedenti asilo

Niente di fatto durante il  Consiglio Affari Interni dell'Ue a Lussemburgo sui ricollocamenti all'interno dell'Unione europea di 40mila richiedenti protezione internazionale, tra cui 24mila dall'Italia e 16mila dalla Grecia. Probabilmente la decisione slitterà ad ottobre e l'Italia dovrà far fronte da sola agli sbarchi e alla collocazione dei migranti. Le problematiche principali restano i criteri per la ripartizione e l'obbligatorietà proposta dall'esecutivo comunitario, contro la base volontaria stabilita dai leader Ue nel summit straordinario di aprile.Secondo più voci raccolte a Bruxelles, la presidenza lettone non ha facilitato l'iter. Troppi pochi gli incontri in vista del 16 giugno per una "maturazione tecnica e diplomatica": solo due riunioni degli ambasciatori - l'ultimo è previsto per venerdì mattina - e un unico meeting tecnico a livello di Comitato strategico su immigrazione, frontiere e asilo. E la Commissione dichiara chenulla sarà cambiato della proposta e c'è l'intenzione di produrre un documento sui rimpatri dei migranti economici, al centro della coalizione di lavoro. La linea è quella di intensificarli, velocizzandoli, rafforzando il ruolo di Frontex e lavorando a una maggiore collaborazione con i Paesi di origine per la riammissione. L'obiettivo è di innalzare la soglia dei rimpatri ben oltre il 39,2% della media Ue del 2013. Un tema legato anche ai fotosegnalamenti e alla raccolta delle impronte digitali: l'altra faccia della medaglia dell'accoglienza, all'insegna del rigore, e volta ad una funzione di deterrenza