Mafia Capitale, nuovo terremoto

04/06/2015 di Redazione
Mafia Capitale, nuovo terremoto

4 giugno, nuova raffica di arresti nell'ambito di Mafia Capitale in Sicilia, Lazio e Abruzzo. L'accusa è associazione a delinquere e secondo le indagini ancora una volta attraverso i flussi migratori e la gestione dei campi di accoglienza sono stati fatti grandi affari. Nell'ordinanza di custodia cautelare, emessa su richiesta della procura distrettuale antimafia di Roma, sono ipotizzati a vario titolo i reati di associazione di tipo mafioso, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori e altri reati. Altre ventuno persone risultano indagate per gli stessi reati e sono in corso le perquisizioni. La nuova fase delle indagini si è concentrata e ha permesso di acquisire altri elementi sull'organizzazione di Carminati e di confermare "l'esistenza di una struttura mafiosa operante nella capitale, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprenditoriali locali". Confermata la centralità di Buzzi come punto di riferimento di una rete di cooperative sociali che nel tempo si sono assicurate in modo illegale appalti e finanziamenti della regione Lazio, del comune di Roma e delle aziende municipalizzate. Le indagini hanno documentato quello che gli inquirenti definiscono un "ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello d'imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori".