Rapporto Giovani 2015

18/06/2015 di Redazione
Rapporto Giovani 2015

L'Istituto Giuseppe Toniolo ha pubblicato il Rapporto Giovani 2015, facendo emergere l'identikit del nuovo emigrante: giovane, laureato, diretto all'estero e del Sud. L'84,4 per cento dei giovani delò sud in età da lavoro è disposto a partire, oltre il 50% dichiara di voler trasferirsi stabilmente all'estero per migliorare il proprio lavoro. Ma non è neppure snobbato il resto del nostro paese: infatti, il 34,2% prenderebbe maggiormente in considerazione anche lo spostarsi all'interno della penisola.  "Per i giovani del Sud - commenta il professor Alessandro Rosina, docente di Demografia e Statistica Sociale dell'Università Cattolica di Milano e tra i curatori del Rapporto Giovani - risulta molto più drastica la decisione tra rimanere, ma doversi accontentare a rivedere al ribasso le proprie aspettative lavorative e i propri obiettivi di vita, o invece andarsene altrove. Solo il 16% è infatti indisponibile a trasferirsi. Se però in passato come destinazione prevaleva il Nord Italia, ora più della metà degli under 30 meridionali punta a un possibile volo direttamente all'estero. A progettare di andarsene sono ancor più i laureati e gli studenti, mentre i più rassegnati a rimanere sono i Neet, ovvero i giovani che non studiano e non lavorano". E questo significa che la disponibilità delle fasce giovanili meridionali ad emigrare per poter lavorare "tende ad impoverire non solo quantitativamente, ma anche qualitativamente - avverte Rosina - la presenza dei giovani nel territorio di origine". Ed infatti dal sondaggio emerge che in particolare il 73% di chi ha solo la scuola dell'obbligo è disposto a trasferirsi stabilmente (in Italia o all'estero), mentre la percentuale dei laureati sale all'86%. Mentre solo il 43% di chi ha titolo di studio "basso" è pronto ad andare all'estero. La decisione di spostarsi dei giovani del Sud è legata non solo alle minori opportunità di trovare lavoro (la quota di giovani che non studiano e non lavorano è superiore al 35% in molte regioni del Sud contro meno del 20% al Nord), ma anche alla più bassa qualità e soddisfazione per vari aspetti del lavoro svolto. Chi rimane nel Sud anche trovando lavoro, si trova maggiormente a doversi adattare a svolgere una attività non pienamente in linea con le proprie aspettative.  Un motivo per andarsene è anche la bassa fiducia nelle istituzioni e in particolare nella possibilità che la politica locale sia in grado di migliorare le condizioni di vita e lavoro dei cittadini. La fiducia nelle istituzioni locali (comune e regione) è pari al 23% per i giovani italiani in generale, mentre scende al 17% per i giovani del Sud.