Viterbo: truffa nella gestione dei rifiuti, frode in pubblica fornitura, falso e abuso d’ufficio

04/06/2015 di Redazione
Viterbo: truffa nella gestione dei rifiuti, frode in pubblica fornitura, falso e abuso d’ufficio

I carabinieri del Noe di Roma e della compagnia della Tuscania hanno arrestato nove persone per la gestione dell'impianto di trattamento rifiuti e dello spazzamento a Viterbo.  Tra questi Rosario Carlo Noto La Diega, consigliere del gruppo Gesenu di Perugia, di proprietà dell'avvocato Manlio Cerroni e  Ernesto Dello Vicario, dirigente del settore ambiente del comune di Viterbo e Francesco Zadotti, presidente della Ternana Calcio e considerato uomo di fiducia di Cerroni.  "L'indagine, coordinata dal pm Massimiliano Siddi della procura di Viterbo, ha portato anche al sequestro dell'impianto di trattamento rifiuti della Ecologia Viterbo di Casale Bussi dove, secondo l'accusa, la società avrebbe gestito in modo fraudolento i rifiuti del Lazio e di Roma, incassando la tariffa rifiuti pagata dai cittadini ma omettendo totalmente - fino al 2012 - di produrre il combustibile dai rifiuti e la frazione organica stabilizzata (l'ex compost). E producendone, negli anni successivi, solo una minima parte rispetto a quanto richiesto dal contratto e con procedure non consentite dalle autorizzazioni, come l'aggiunta di calce. Agli arresti domiciliari sono finiti Francesco Zadotti, responsabile amministrativo e gestore dell'impianto della Ecologia Viterbo, il direttore tecnico della discarica Massimiliano Sacchetti, il responsabile dell'impianto Daniele Narcisi e della pesa Massimo Rizzo. Fonti investigative hanno riferito a ilfattoquotidiano.it che, dalle prime ispezioni, la situazione dell'impianto rifiuti di Casale Bussi sarebbe "disastrosa" e nessuna ecoballa di Cdr sarebbe conforme alle prescrizioni." Scrive "Il Fatto quotidiano" nella giornata di mercoledì 3 giugno intitolato "Viterbo, truffa sui rifiuti: 9 arresti, tra cui il "governatore" dei Rotary e il presidente della Ternana".