Francia: adeguamento alle leggi europee sull’asilo

23/07/2015 di Redazione
Francia: adeguamento alle leggi europee sull’asilo

Dopo sette mesi di discussione parlamentare, in Francia è stata adottata la nuova legge sul diritto d'asilo. Obiettivo principale è quello di ridurre il tempo di elaborazione per decretare se il richiedente viene riconosciuto come rifugiato. La nuova legge prevede che entro 9 mesi la procedura debba essere chiusa. L'Ufficio francese per la protezione dei rifugiati e degli apolidi (OFPRA) che esamina i casi, avrà l'autonomia di accelerare le procedure qualora il caso lo permetta o seguire il normale iter. Questa accelerazione permetterebbe inoltre, una ridistribuzione dei richiedenti asilo sollevando la regione di Parigi che attualmente ne ospita circa la metà.  Con l'attuazione della riforma e l'elaborazione molto più veloce delle procedure per il riconoscimento, l'accoglienza dei richiedenti asilo nei centri dovrebbe semplificarsi. Attualmente sono circa 22.000 i posti disponibili ma non sono sufficienti ad accogliere i 65.000 migranti che richiedono lo status di rifugiato. Il Ministero dell'Interno infatti, ha visto crescere gli insediamenti informali e soprattutto gli sgomberi degli ultimi mesi, il Ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, ha annunciato a metà giugno 4000 posti aggiuntivi per i richiedenti asilo per l'anno 2016. Ritornando alla riforma, nel rispetto delle norme UE, il migrante potrà essere accompagnato da un avvocato o dal rappresentante di un'associazione ai colloqui con l'OFPRA. La Corte Nazionale di Asilo (CNDA), la cui rimozione era stata invocata, resta competente ad esaminare i reclami che diventano sospensivo per tutti i candidati (vale a dire che anche quelli messi in "procedura accelerata" non possono essere espulsi fino alla decisione della CNDA). L'Ufficio francese per l'Immigrazione e l'Integrazione (OFII) diventa responsabile per le condizioni di vita del richiedente: gestisce le indennità (finora versati da Pôle Emploi) e attribuisce i posti alloggio. Se si rifiuta la proposta dell'OFII, si può perderne l'assegnazione. L'accesso al mercato del lavoro può essere consentito dopo 9 mesi.
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