L’Assemblea capitolina boccia le delibere di DeLiberiamo Roma

09/07/2015 di Redazione
L’Assemblea capitolina boccia le delibere di DeLiberiamo Roma

L'Assemblea Capitolina ha bocciato le delibere di iniziativa popolare di DeLiberiamo Roma. Un anno fa un'ampia coalizione sociale, tra cui Coordinamento Romano Acqua Pubblica, la rete Patrimonio Comune, il Comitato art. 33 e Forum per una nuova finanza pubblica e sociale,  aveva consegnato le delibere sottoscritte da 32mila firme.
Le deliberano erano quattro:
Patrimonio Comune-La delibera prevede, previa la sospensione di tutte le dismissioni patrimoniali in corso, la ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico e privato abbandonato e l'avvio di processi partecipativi, che coinvolgano la cittadinanza, per determinarne l'utilizzo sociale per rispondere ai bisogni di casa, lavoro, servizi, socialità, cultura. Nel caso di proprietà pubbliche il comune procederà direttamente alla destinazione dei beni, o tramite assegnazione con bando pubblico e convenzione ad associazioni e comitati noprofit che realizzino i servizi previsti. Nel caso di proprietà private abbandonate potrà procedere, previa diffida, tramite esproprio per pubblica utilità o requisizione temporanea. Per sostenere i costi la delibera prevede la istituzione di una imposta di scopo sui grandi patrimoni immobiliari privati.
Scuola pubblica-La delibera impedisce per l'oggi e per il futuro la destinazione di fondi comunali ad istituzioni scolastiche private e prevede lo stanziamento di fondi di bilancio sufficienti per garantire a tutti i bambini e le bambine romane il diritto alla scuola dell'infanzia pubblica fino ad esaurimento della domanda, e la reinternalizzazione dei servizi esternalizzati (mense, Aec ecc) con la garanzia del mantenimento dei posti di lavoro. La delibera prevede inoltre la costituzione di progetti e finanziamenti a favore delle famiglie meno abbienti e con difficoltà di integrazione scolastica.
Acqua pubblica-La delibera prevede la acquisizione da ACEA Spa, da parte di Roma Capitale, della proprietà di AceaATO2, società che gestisce il servizio idrico e la sua trasformazione in azienda speciale di diritto pubblico. Lo statuto della nuova azienda dovrà prevedere che essa operi esclusivamente per la fornitura del servizio idrico, la esclusione di fini di lucro e la partecipazione alla gestione dei cittadini e dei lavoratori.
Finanza Sociale-La delibera prevede che Roma Capitale chieda formalmente al Governo, facendosene portatrice in sede Anci, l'esclusione dal Patto di stabilità interno degli investimenti per i servizi pubblici essenziali e la ripubblicizzazione di Cassa Depositi e Prestiti, riconducendone la finalità alla erogazione di mutui agevolati agli Enti Locali. Inoltre la delibera prevede la rinegoziazione dei mutui in essere con la CDP.