Marino: tutti i nodi da Galli della Loggia a Nieri

16/07/2015 di Redazione
Marino: tutti i nodi da Galli della Loggia a Nieri

Un estate torrida per il Sindaco Marino, la giunta continua a perdere pezzi. Inoltre continuano le   intimidazioni, l'ultima  a lui indirizzata, una busta, contenente un bossolo calibro 38, intercettata dagli agenti della polizia di Stato presso il centro di smistamento postale di Fiumicino. A dimettersi questa volta è stato il vicesindaco Luigi Nieri, motivando le sue dimissioni: "La mia è una decisione personale, non improvvisa e non dettata da ragioni oscure, né da nauseanti ragionamenti politicisti. E' una scelta limpida". Un gesto che, scrive, "nessuno mi ha chiesto di fare" ma che ha scelto di portare avanti perché "non posso più tollerare che la mia persona sia usata, in maniera volgare e oscena, come strumento per attaccare Roma e un'amministrazione che ha fatto battaglie di cui la sinistra italiana può andare fiera". Il riferimento è a quello che definisce il "tritacarne mediatico" delle intercettazoni e delle notizie relative a mafia capitale "sbattute sulle prime pagine di quotidiani nazionali e caricate dalla superficialità di titoli che cercano di far passare per nuove cose vecchie di totale irrilevanza penale e giudiziaria".
intanto è di qualche giorno fa la lettera scritta da Marino e pubblicata sul Corriere della Sera, in risposta a alle durissime critiche di Ernesto Galli della Loggia sulla stessa testata, nel suo editoriale da titolo "L'impotenza dei politici e la tirannia dei burocrati". Galli della Loggia sferra un duro attacco a Marino, alla sua politica e soprattutto alle scarse riforme messe in atto per risollevare una città al collasso su tutti i fronti che si appresta ad accogliere il Giubileo e probabilmente le Olimpiadi. "La corruzione, il nepotismo, il vero e proprio malaffare, e di conseguenza l'inefficienza più spaventosa, dominano dovunque: dai vertici del Campidoglio e delle municipalizzate all'ultimo impiegato. E per ogni cosa: dalla spesa gratis che il vigile fa nei negozi delle «sue» strade, alle licenze commerciali e dei taxi, alle licenze edilizie, alla gestione dell'immenso patrimonio edilizio del Comune, alle decisioni in merito agli appalti, alla redazione del piano regolatore e delle sue varianti, all'assenteismo sistematico di tutti i dipendenti." Ma l'editoriale sferra un duro colpo a tutti coloro che amministrano il nostro Paese, a chiunque occupi una carica "Un sistema messo in piedi per garantire l'indipendenza dell'amministrazione rispetto agli «interessi» dei politici, si è di fatto trasformato in un'amministrazione in grado di imporre di fatto il suo interesse alla politica, o perlomeno di stipulare con essa di volta in volta i compromessi che essa ritiene per sé più utili. Si è trasformato cioè in un sistema che è il contrario della democrazia, dal momento che almeno la politica risponde agli elettori, mentre la burocrazia ormai non risponde a nessuno. Anche per questo in Italia è così difficile in ogni ambito cambiare, uscire dall'immobilismo, avviare per esempio nuovi modelli di gestione e di governo della cosa pubblica. Perché verso la burocrazia la politica è in uno stato di perenne soggezione, cerca di servirsene per i suoi piccoli e immediati vantaggi, ma per il resto lascia fare temendone le capacità di ostruzionismo, di ricatto o di vendetta. Ma in questo modo, in realtà, a essere tenuto in stato di soggezione e di ricatto è tutto il Paese".
La risposta di Marino non si fa attendere e parla di una macchina marcia di fronte alla quale non si arrenderà.  "Ciò che ho fatto è stato rompere le vecchie incrostazioni di favoritismo e familismo (queste sì un cancro lasciato da una destra e da un consociativismo segnati dalle inchieste giudiziarie su parentopoli e collusioni con la mafia), per introdurre il merito come stella polare nelle scelte che riguardano l'amministrazione. Si guardi come abbiamo cambiato i vertici di Acea, o ai bandi pubblici internazionali per il city manager o la guida amministrativa nelle nostre istituzioni culturali famose in tutto il mondo. Mai abbiamo guardato al consenso facile e all'azione di corto respiro, magari decisa nei salotti o sulle terrazze della Roma che conta, per dare una nuova prospettiva e un futuro più solido, con visione a lungo raggio. Per esempio, per il ciclo dei rifiuti ci siamo imposti l'obiettivo della differenziata e del «zero waste» per arrivare puntuali all'appuntamento del 2030 con lo spegnimento degli inceneritori in tutta Europa. Cambi anche impopolari." E continua "Se vogliamo parlare dell'efficacia dell'azione della giunta e mia possiamo farlo, ma affrontando temi reali, come il fatto che ho alienato o venduto oltre venti società inutili, cancellato contratti milionari a favore di possessori di immobili privati, contrastato il commercio abusivo, riscritto i contratti abolendo privilegi e premiando il merito, chiuso le porte a ladri e criminali (che certo non mancano), confrontandosi sulle soluzioni possibili. A questo confronto sono sempre pronto".
l'estate di Marino si preannuncia sempre più calda