Presentata la nuova giunta Marino

30/07/2015 di Redazione
Presentata la nuova giunta Marino

E' stata presentata il 29 luglio la nuova giunta Marino, con quattro nuovi nomi: Marco Causi, economista e deputato Pd, è vicesindaco con delega al Bilancio e Stefano Esposito, senatore Pd e commissario del partito a Ostia, prende il posto di Guido Improta. Entrambi hanno annunciato che non lasceranno il Parlamento, ma rinunceranno allo stipendio del Campidoglio. Marco Rossi Doria, insegnante, protagonista di importanti sperimentazioni didattiche e per l'affermazione del diritto allo studio a Napoli, è stato sottosegretario all'Istruzione con Monti, si occuperà della Scuola e sostituirà Paolo Masini; Luigina Di Liegro, ex responsabile al Welfare della Regione Lazio, è la nuova titolare del Turismo.  Ignazio Marino dallo scandalo di Mafia Capitale, ha presentato la terza giunta dall'inizio del suo mandato. Dodici assessori, sei donne e sei uomini, più il sindaco.  "Nelle ultime settimane il sindaco di Roma Ignazio Marino e la sua amministrazione sono al centro di una campagna giornalistica martellante: non passa giorno che non escano articoli sulla capitale (addirittura sulla stampa internazionale ormai) che mostrano il "degrado della città", che affermano che "la situazione è insostenibile", eccetera", scrive Christian Raimo su "Internazionale" nell'articolo "A Roma non è questione di degrado e di decoro". "I grandi quotidiani nazionali si sono dotati in pianta stabile di sezioni appositamente dedicate a questo tipo di denuncia - marciapiedi pieni di spazzatura, autobus e metro assaltati da passeggeri rabbiosi, cantieri lasciati nell'abbandono, uomini che pisciano per strada, giardinetti ricettacoli di rottami, palazzine fatiscenti, tombini intasati - che ha praticamente occupato quasi tutto lo spazio della cronaca locale". E continua "Ma qui stiamo già diradando la cortina fumogena che avvolge le questioni romane attraverso la lente della politica. Mentre il contesto di questi giorni è segnato solo da questa nebbia rabbiosa. Un contesto che ricorda il 2008. Allora non era il degrado il male di Roma, ma l'"insicurezza": i giornali traboccavano di notizie di scippi, furti, stupri, accoltellamenti. La campagna elettorale fu intossicata da questo senso di pericolo incombente. Le strade della capitale venivano descritte come quelle di una Gotham City tropicale. L'esito fu l'elezione di Gianni Alemanno a sindaco e cinque anni di cattivissima gestione della cosa pubblica, di mancato sviluppo, e di istituzionalizzazione di un sistema di corruttela informale - non solo in seno al centrodestra al governo della città".
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