Reato di tortura: continua il rimpallo tra Camera e Senato

09/07/2015 di Redazione
Reato di tortura: continua il rimpallo tra Camera e Senato

La commissione Giustizia del Senato modifica ancora nuovamente il disegno di legge sul reato di tortura e quindi viene rispedito alla Camera nel caso in cui l'aula di palazzo Madama approvi le modifiche. E' da marzo 2013 che il disegno di legge viene rimpallato tra  i due rami del parlamento. Il problema rimane quello di "tutelare" le forze dell'ordine. Scrive Repubblica  "Si 'contestualizza' ancora meglio ciò che fa scattare la pena dei dieci anni: viene introdotto il termine 'reiterate violenze' l'agire 'con crudeltà' e il 'verificabile trauma psichico'. Sul punto relativo alle forze dell'ordine, torna la dicitura originale del Senato. Nel testo della Camera era stato specificato: "Se i fatti sono commessi da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso di poteri o in violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio si applica la pena della reclusione da cinque a quindici anni". L'emendamento approvato prevede invece questo: "Se tali fatti sono commessi da un pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni o da un incaricato di un pubblico servizio nell'esecuzione del servizio, la pena è della reclusione da cinque a dodici anni". Novità anche per i respingimenti. Nel testo della Camera non si poteva attuare l'espulsione o il respingimento verso uno Stato dove lo straniero potesse essere oggetto di persecuzione: questo per alcuni senatori avrebbe impedito qualsiasi respingimento. Da qui si è introdotta l'inammissibilità del respingimento o dell'espulsione verso uno Stato "qualora esistano fondati motivi di ritenere che la persona rischi di essere sottoposta a tortura". Noi intanto aspettiamo