Ue sui ricollocamenti dei richiedenti asilo: numeri bassi, si poteva fare di più

23/07/2015 di Redazione
Ue sui ricollocamenti dei richiedenti asilo: numeri bassi, si poteva fare di più

Dovevano essere 40 mila in due anni, 24 mila dall'Italia e 16 mila dalla Grecia, e invece? L'intesa ridimensiona il piano della Commissione guidata da Jean-Claude Juncker.  Ognuno dei 28 stati ha deciso volontariamente se e quanti profughi ospitare. Risultato: alcuni non hanno aderito al piano, altri in misura inferiore alle aspettative e cinquemila persone sono rimaste escluse. Si chiude al ribasso l'accordo tra i Paesi Ue per redistribuirsi una parte dei profughi (solo siriani ed eritrei). Nell'ultimo incontro tra i ministri dell'Interno dei 28 Paesi UE, l'intesa si è trovata solo per  32.256 richiedenti asilo. Nello specifico, l'Ungheria non ha aderito alla redistribuzione come l'Austria. La Polonia e la Spagna hanno offerto ospitalità a meno persone rispetto alle soglie che aveva previsto la Commissione:, Varsavia ha offerto mille posti, la metà di quello che chiedeva Bruxelles, mentre Madrid sembra non abbia dato alcuna cifra. La Francia ha accettato la cifra esatta che le aveva assegnato la Commissione (6.752 persone) e la Germania è disponibile ad andare anche più in là (novemila invece di 8.763). L'Irlanda ha deciso di accettare 600 rifugiati. Anche il Belgio ha deciso di accogliere la quota che gli aveva assegnato l'esecutivo comunitario (818). Il ministro dell'Interno Angelino Alfano definisce l'accordo "un primo passo", in grado di coprire "il primo anno di un piano biennale". Intanto ha ricordato ai colleghi che "solidarietà e responsabilità devono viaggiare assieme". L'Italia si è impegnata a identificare tutte le persone sbarcate sulle sue coste, in modo da poter distinguere tra quanti hanno diritto alla protezione internazionale, e quindi all'accoglienza, e quanti invece sono migranti irregolari e vanno quindi rimpatriati. "Metteremo in campo misure organizzative che sono la parte di adempimento dell'Italia e procederemo con la stessa progressione con cui procederà la fase di completamento del numero che deve portarci a 40 mila" ha avvisato Alfano. Inutile dire che rispetto alle norme adottate c'è grossa insoddisfazione per la mancanza di protezione verso tutte quelle persone che hanno bisogno di accoglienza e diritti. Un numero davvero minimo soprattutto se si pensa che i destinatari provengono dalla  Siria e dall'Eritrea. Tra sei mesi si rifarà il punto della situazione. I primi ricollocamenti da Italia e Grecia potranno "cominciare da ottobre", e "questo è il risultato più importante". Così il ministro degli esteri lussemburghese, Jean Asselborn, che detiene la presidenza di turno dell'Ue e ha condotto i negoziati. A settembre, infatti, servirà il parere dell'Europarlamento per procedere. Tuttavia, è il commissario Ue all'immigrazione, Dimitri Avramopoulos, a dirsi "deluso dai numeri" anche se quanto raggiunto oggi è già "un risultato inatteso" rispetto a sei mesi fa. Il commissario ha poi assicurato che "entro fine anno i numeri saranno sistemati" arrivando alla cifra di 60mila tra ricollocamenti e reinsediamenti.