Come la Germania pensa di impiegare i rifugiati

17/09/2015 di Redazione
 Come la Germania pensa di impiegare i rifugiati

Il presidente della Camera di Commercio di Amburgo Fritz Horst Melsheimer ha definito l'affluenza dei rifugiati come la più grande sfida della Germania dopo la riunificazione. Ma anche una grande opportunità. Dopo che per anni le aziende tedesche avevano lamentato la carenza di forza lavoro qualificata, la nuova ondata di immigrazione potrebbe diventare una risorsa per le aziende, a condizione che il Governo federale provveda a modificare la legge per rendere più certo il soggiorno dei migranti. La pianificazione aziendale è resa difficoltosa dalle attuali norme che prevedono che i richiedenti asilo possano essere espulsi anche dopo aver completato la propria formazione nel Paese. Mentre invocano modifiche, le aziende tedesche stanno già pianificando un rinnovamento del mercato del lavoro per mettere all'opera migranti e rifugiati. E non solo il mercato del lavoro: in un articolo del Taz online, dal titolo esplicativo "Più Humus!" l'occasione per il mercato alimentare tedesco appare ghiotta: più consumatori e più esigenze, che permetterebbero all'industria di incrementare e diversificare l'offerta di prodotti. "Più persone vivono in Germania e più clienti avremo per l'industria alimentare", ha dichiarato Christoph Minhoff, direttore generale della Federazione tedesca per la legislazione e la ricerca alimentare (BLL), auspicando un aumento della produzione di 1,36 miliardi, lo 0,73% rispetto al 2014. Una buona notizia per un mercato che ha lottato contro la stagnazione nello scorso anno. E non solo: l'agricoltura tedesca si avvale di 300.000 lavoratori stagionali ogni anno. Un mercato in cui si potrebbero inserire i richiedenti asilo. Tra l'altro molto conveniente: anche se la Germania ha approvato recentemente l'innalzamento del salario minimo a 8,50 Euro l'ora, il settore agricolo è stato fra quelli previsti dalle numerosi esenzioni della legge: i salari medi sono nettamente più bassi, intorno a 7 Euro l'ora, e resteranno tali fino all'adeguamento previsto a partire dal 2017. Inoltre, il settore agricolo non attrae i giovani e molte imprese faticano a rinnovare il proprio organico, soprattutto nelle piccole e medie aziende a conduzione familiare. Nel 2014 sono stati più di 7 mila i lavoratori migranti impiegati nel Schleswig-Holstein, la regione agricola più a nord della Germania, e si prevede che il numero possa raddoppiare l'anno prossimo. Un'offerta di lavoro che eccede la richiesta stagionale - nella quale sono spesso impiegati gli immigrati provenienti dall'est Europa-, con posizioni a tutti i livelli: dalla mungitura del latte all'amministrazione.  Il lavoro c'è, ma la legge attuale non rassicura gli imprenditori agricoli, che faticano ad assumere rifugiati.