Meloni: "basta immigrati musulmani". L'Unar la riprende

16/09/2015 di Redazione
Meloni: "basta immigrati musulmani". L'Unar la riprende

 Il 30 luglio scorso, il dirigente dell'Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) ha inviato all'on. Giorgia Meloni una lettera di monito a seguito di pesanti dichiarazioni che la Meloni ha fatto all'inizio dell'estate, soprattutto nel periodo successivo all'attentato in Tunisia. L'onorevole si era lasciata sfuggire considerazioni molto forti, imputando la responsabilità delle violenze e degli atti terroristici a interi popoli, che l'Italia dovrebbe impegnarsi a respingere in virtù di questa indole violenta nazionale. "Basta immigrazione dai paesi musulmani", si era fatta sfuggire la presidente di Fratelli d'Italia, adducendo anche che non risulta "ci siano casi di terrorismo collegato ai filippini, agli argentini, agli ucraini, ai peruviani". La lettera di richiamo dell'Unar non è stata gradita. Sul suo profilo Facebook appare ritratta con una bavaglio e un cartello con scritto "Stop Immigrazione - #BAVAGLIODISTATO. " Vendola e Sel difendono il burocrate dell'Unar? Sono i soliti comunisti. A questo punto farebbero bene a togliere la parolalibertàdal loro simbolo se ritengono davvero (…) Ma la sinistra italiana è da sempre la fiera dell'ipocrisia". L'attacco alla sinistra anima anche il messaggio che l'onorevole ha inviato a Palazzo Chigi, nel quale sostiene che se "una nota del genere fosse stata emessa da un governo di centrodestra nei confronti di un deputato dell'opposizione, sarebbe venuto giù il mondo. Non pretendo che tutti siano d'accordo con il mio pensiero, ma rivendico il diritto di esprimere le mie opinioni in libertà e coscienza".La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato una nota in cui si chiedono chiarimenti al Presidente dell'Unar, ricordando l'art.21 della Costituzione in tema di libertà di manifestazione del pensiero e l'art.68 in materia di insindacabilità delle opinioni espresse dai parlamentari. Vero anche che la Legge Mancino, stando alle ultime modifiche del 2006, prevede la reclusione o un'ammenda fino a 6mila euro, per "chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi" e chi "istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi". Al di là del dibattito sulla libertà o meno di espressione, di una parlamentare come di un qualsiasi altro cittadino, il dato vero è che le affermazioni della Meloni non riconoscono una realtà ben più complessa: infatti, secondo il National Counterterrorism Center sono i musulmani sono le prime vittime del terrorismo di matrice islamista.