Municipio di Ostia: gestione commissariale dopo lo scioglimento per mafia

17/09/2015 di Redazione
Municipio di Ostia: gestione commissariale dopo lo scioglimento per mafia

Dopo la decisione del Consiglio del ministri, annunciata lo scorso 27 agosto da Angelino Alfano, è ufficialmente sciolto per mafia il Municipio di Ostia. E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Presidente della Repubblica che dispone all'articolo 1 "la gestione straordinaria del Municipio X di Roma Capitale". "L'amministrazione dell'ente - si legge nell'articolo 2 del Dpr - è affidata, per la durata di diciotto mesi, alla commissione straordinaria composta da: dott. Domenico Vulpiani - prefetto; dott.ssa Rosalba Scialla - viceprefetto; dott. Maurizio Alicandro - dirigente di seconda fascia".   "La commissione straordinaria - recita l'articolo 3 - esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio municipale, alla giunta ed al presidente del Municipio, nonché ogni altro potere ed incarico connesso". Sono allegate al decreto le relazioni del ministro dell'Interno e quella del prefetto Franco Gabrielli, nella quale sono coperte da 'Omissis' le parti che riguardano l'amministrazione di Roma Capitale. Fra i punti critici sottolineati nell'analisi dell'ex numero uno della Protezione civile ci sono la gestione delle spiagge libere di Castel Porziano, di Capocotta e di Ostia; il servizio di potatura delle alberature; la nuova sede del Gruppo X della Polizia Municipale; e la pedonalizzazione del lungomare nell'estate del 2014 "Ostia mon amour". Nella relazione che Gabrielli ha inviato al ministro Alfano si descrive la circoscrizione di Ostia come "profondamente inquinata e piegata alle esigenze delle diverse consorterie criminali" ed è presente in più passaggi il nome dell'ex Presidente del Municipio, Andrea Tassone (indagato per concorso in corruzione, ora agli arresti domiciliari). "Quanto alle dinamiche che hanno interessato quella Amministrazione municipale - si legge ancora - i numerosi episodi, riferiti dalla Commissione, portano alla luce come in più occasioni il Presidente del Municipio abbia intrattenuto rapporti e connivenze con il branch economico di 'mafia Capitale', funzionali a far conseguire a quest'ultimo una serie di appalti pubblici. Tali rapporti sono, inoltre, testimoniati in conversazioni intercettate. Già da queste circostanze emerge con chiarezza come le collusioni esistenti tra il Presidente del Municipio e le organizzazioni criminali abbiano prodotto l'effetto di piegare e condizionare l'azione degli organi amministrativi agli interessi illegali di 'mafia Capitale'".