NYT torna sull’immigrazione: Dublino dovrebbe essere cestinato

03/09/2015 di Redazione
 NYT torna sull’immigrazione: Dublino dovrebbe essere cestinato

Il New York Times il 28 agosto è tornato  a parlare dell'Italia e della Grecia ma questa volta lo fa lanciando un monito all'Europa, "L'Ue ha fallito. Roma e Atene lasciate sole".  Scrive il New York Times in un editoriale, Bruxelles "non solo non è riuscita ad elaborare un sistema condiviso di quote - osserva il quotidiano Usa - ma alcuni Paesi, Francia e Germania in particolare, hanno fatto di tutto per fermare la gente alle loro frontiere". L'Unione europea, attacca il Nyt, "ha fatto poco per aiutare le due nazioni dove tanti rifugiati sono sbarcati: l'Italia e la Grecia". L'auspicio, dice il quotidiano, e' che la tragica scoperta dei morti nel tir in Austria, "sciocchi quei Paesi europei che fino ad ora si sono rifiutati di intraprendere quelle azioni concertate", sollecitate dalla cancelliera Angela Merkel, che "sono cosi' palesemente necessarie". L'Italia e la Grecia "sono sopraffatte" mentre la Serbia e la Macedonia, che aspirano a diventare membri Ue faticano, a gestire la crisi, rimarca il Nyt, plaudendo alla proposta dell'Austria di creare un sistema di quote per tutti i 28 i Paesi membri, un porto sicuro per chi certa aiuto nel Vecchio Continente e intensificando la lotta contro i trafficanti. "Queste misure - conclude il giornale - rappresentano il modo di pensare ingegnoso e compassionevole di cui l'Europa ha bisogno".
Ma il quotidiano non si ferma qui e rincara la dose nell'edizione del 2 settembre, si legge, L'Europa deve riformare le sue "politiche mortali all'asilo". Dublino "e' parte del problema" perché'  ha ingiustamente messo il peso su Italia e Grecia, i due Paesi sulla linea del fronte del Mediterraneo" e alla riunione di emergenza dei ministri degli Interni e della Giustizia UE a Bruxelles del 14 settembre dovrebbe essere "cestinato".  Stracciato Dublino, secondo il quotidiano americano, la UE dovrebbe prendere in seria considerazione la proposta tedesca che prevede un diritto comune di asilo, l'equa distribuzione fra profughi tra gli Stati membri, aiuto ai Paesi più coinvolti negli arrivi e un rafforzamento delle missioni di soccorso in mare. "Bisogna fare qualcosa e farlo presto", esorta il New York Times, "non solo per i profughi ma per la stabilità politica della Ue". E intanto a New York, per i lavori della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti al Palazzo di Vetro, la presidente della Camera Laura Boldrini ha osservato che "con i muri non si risolvono i problemi". L'immigrazione è un tema su cui l'Europa "deve condividere di più e fare un salto di qualità", per arrivare a "un'Europa 2.0, che si chiama Stati Uniti di Europa, dove questo tema può essere la cartina tornasole che ci porterà ad una nuova dimensione".