Sospeso Schengen: l'Europa senza accordo chiude le porte

17/09/2015 di Redazione
Sospeso Schengen: l'Europa senza accordo chiude le porte

La riunione straordinaria dei ministri dell'interno e della giustizia a Bruxelles di martedì 15 settembre, si è risolta in un quasi nulla di fatto: i paesi europei restano profondamente divisi sui criteri per la distribuzione dei profughi. Un passo indietro c'era già stato quando la quota dei ricollocamenti era scesa da 160.000 delle prime bozze ai 120.000 arrivati al tavolo della discussione. L'unico risultato è stato l'accordo per la distribuzione di 24 mila profughi dall'Italia e 16mila dalla Grecia, ma la discussione sui criteri e sulle modalità della ricollocazione dei migranti è stata rimandata alle prossime settimane.  Intanto, il clima in Europa continua a peggiorare: dal 15 settembre, in Ungheria, chi oltrepassa illegalmente il confine rischia il carcere fino a tre anni. Già 16 migranti sono stati arrestati per aver tentato di passare il confine a poche ore dall'entrata in vigore della legge. Sempre più paesi annunciano restrizioni e controlli ai confini, soprattutto fra quelli dell'est: Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, ma anche l'Olanda e la Francia. La Germania propone di tagliare fondi ai paesi che rifiutano le quote. Molte buone intenzioni, ma di fatto l'Europa sospende Schengen: nel giorno dell'accordo sfumato, si è ripreso a controllare i confini di Germania, Austria, Olanda e Slovacchia.