Ungheria barricata: militarizzati i confini, chiuso lo spazio aereo, carcere per chi transita

17/09/2015 di Redazione
Ungheria barricata: militarizzati i confini, chiuso lo spazio aereo, carcere per chi transita

Filo spinato su tutta la lunghezza del confine e un militare di guardia ogni 35 metri e polizia a cavallo. La legge, che prima puniva i trafficanti di esseri umani, è stata estesa a chiunque provi a oltrepassare i confini, con pene detentive fino a tre anni. Questa è la situazione dalla mezzanotte di martedì 15 settembre. Sono già 16 gli arresti al confine con la Serbia, e sono stati 9.380 i migranti che nella notte hanno passato i confini del paese, un record. Tantissimi altri sono in fila, già dalle prime ore dell'alba, agli unici due varchi ufficiali lasciati aperti  al confine con la Serbia e sottoposti a un rigido controllo. 30 giudici sono stati allertati per processi in direttissima.In molti hanno iniziato uno sciopero della fame per protesta contro la decisione di governo di Obàn.  Di fronte alla crescente pressione dei flussi migratori, il premier Orbàn ha rafforzato la sua retorica nazionalista, e rivendica il diritto di ogni paese a organizzarsi autonomamente per affrontare l'emergenza. La necessità di rendere le regole più severe è sentita in altri paesi, anche in Europa occidentale, ma l'Ungheria si è distinta per gli episodi di violenza e di xenofobia che sono rimbalzati sulle pagine dei giornali europei: dalla giornalista che ha fatto lo sgambetto ai migranti in fuga, alla polizia che invece di provvedere a sfamare i migranti accalcati in un centro di prima accoglienza, lancia il pane (poco e insufficiente) in mezzo alla folla. Un atteggiamento che ricorda tempi bui della storia del nostro continente.