“Rapporto Svimez 2015 sull’economia del Mezzogiorno”

29/10/2015 di Redazione
 “Rapporto Svimez 2015 sull’economia del Mezzogiorno”

Il 27 ottobre è stato presentato a Roma il Rapporto SVIMEZ 2015 sull'economia del  Mezzogiorno. L'Associazione per lo sviluppo nel Mezzogiorno crede che sia necessaria la ripresa del processo di industrializzazione del Sud quale elemento catalizzatore della crescita e il ripristino del ruolo degli investimenti pubblici. Per affrontare la crisi di competitività del Sud e dell'intero Paese, bisogna investire in alcune aree che potrebbero fare del Sud un'opportunità in una nuova prospettiva mediterranea: logistica, energie rinnovabili, rigenerazione urbana e ambientale, agroalimentare e agroindustria, industria culturale, ricerca e innovazione.
La  fotografia scattata da Svimez vede un Sud vittima di un periodo di crisi che ha stremato le risorse e il potenziale. La forte riduzione degli investimenti ha diminuito la capacità industriale, che, non venendo rinnovata, ha perso ulteriormente in competitività. La lunghezza della recessione, la riduzione delle risorse per infrastrutture pubbliche produttive, la caduta della domanda interna sono fattori che hanno contribuito a indebolire fortemente l'apparato economico delle regioni del Mezzogiorno colpendo non solo le imprese inefficienti, ma lambendo anche imprese sane e tuttavia non attrezzate a superare una crisi cosi lunga e impegnativa. Il rischio è che il depauperamento di capitale umano, sociale, imprenditoriale e finanziario potrebbe impedire all'area di agganciare la possibile nuova crescita e trasformare la lunga crisi in un nuovo equilibrio "al ribasso" di minore sviluppo e minore benessere.
Nel 2015 il Centro-Nord ha fatto registrare una sensibile ripresa, a cui però non sta partecipando il Mezzogiorno, che tuttavia interrompe il trend recessivo e si avvia ad una (modesta) crescita, secondo le previsioni, nel 2016.  Dopo il fallimento delle politiche di austerità che hanno contribuito all'aumento delle disparità tra aree forti e aree deboli dell'UE, è giunto il momento di mettere in campo, con una forte discontinuità rispetto al passato, una strategia nazionale di sviluppo, all'altezza delle grandi sfide economiche e sociali che abbiamo di fronte, che ponga al centro il Mezzogiorno. Anche quest'anno, il Rapporto evidenzia come si collocano i bisogni e le potenzialità del Sud nell'ambito delle politiche europee, nazionali e regionali in atto, e offre un primo tentativo di dar conto delle ricadute territoriali dei processi di riforma in campi decisivi: dalle politiche del lavoro, alla scuola, alla riforma della P.A. Per affrontare la crisi di competitività del Sud e dell'intero Paese, la SVIMEZ, oltre al rilancio di una coerente e moderna politica industriale, propone un quadro aggiornato, non solo strategico ma anche progettuale, dell'investimento in alcune aree - i cosiddetti drivers dello sviluppo - che potrebbero fare del Sud un'opportunità in una prospettiva mediterranea e di rinnovata politica attiva di sviluppo: logistica, energie rinnovabili, rigenerazione urbana e ambientale, agroalimentare e agroindustria, industria culturale, ricerca e innovazione.
Leggi l'introduzione e la sintesi del Rapporto