Allarme Oms: diminuire il consumo di carni. Incrementiamo la dieta mediterranea

29/10/2015 di Redazione
Allarme Oms: diminuire il consumo di carni. Incrementiamo la dieta mediterranea

L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, parte dell'Oms, l'Organizzazione mondiale della Sanità lancia l'allarme sul consumo di insaccati, salumi e ogni genere di carne lavorata. Il consumo elevato può provocare il cancro. L'allarme è relativo  alla carne di maiale tra la carne rossa, insieme a quella di manzo, vitello, agnello, pecora, cavalli e capre."Il gruppo di lavoro ha classificato il consumo di carne lavorata nel gruppo 1 in base a una evidenza sufficiente per il tumore colorettale. Inoltre è stata trovata una associazione tra consumo e tumore allo stomaco. La possibilità di errore non può invece essere esclusa con lo stesso grado di confidenza per il consumo di carne rossa". Per ogni porzione di 50 grammi di carne lavorata al giorno il rischio di carne del colon-retto aumenta del 18%. Ma lo stesso legame è stato osservato con i tumori del pancreas e alla prostata.
A risultare molto dannosi sono i wurstel, al pari  del fumo, l'amianto, l'arsenico e il benzene. Meno rischiose le carni rosse non lavorate inserite fra le "probabilmente cancerogene". Le carni lavorate, spiega l'Oms, sono quelle carni che "attraverso processi di salatura, polimerizzazione fermentazione, affumicatura, o sottoposte ad altri processi per aumentare il sapore o migliorare la conservazione". La maggior parte delle carni lavorate contiene maiale o manzo, ma le carni lavorate possono anche contenere altri tipi di carni rosse, pollame, frattaglie o prodotti derivati dalla carne come il sangue. Esempi di carni lavorate includono dunque, avverte l'Oms, gli hot dogs, prosciutto, salsicce, carne in scatola, preparazioni e salse a base di carne. "Per una persona, il rischio di sviluppare cancro all'intestino a causa del consumo di carne processata resta piccolo, ma aumenta in proporzione alla carne consumata", ha dichiarato il dottor Kurt Straif, capo dello Iarc Monographs Programme. La carne rossa, in cui sono inseriti manzo, agnello e maiale, è invece classificata come "probabile" cancerogeno nel gruppo 2A, dove si trova anche il glifosato, ingrediente attivo di molti diserbanti. Il rapporto cita, come malattie connesse, il cancro non solo all'intestino, ma anche al pancreas e alla prostata.
L'invito è quello di tornare alla dieta mediterranea, la carne rossa può essere consumata ma nelle giuste dosi. La dieta mediterranea ha dimostrato invece di poter diminuire il rischio di tumore. Studi come Epic (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) hanno infatti dimostrato che stili di vita sani, come quello che comprenda un'alimentazione basata su carboidrati integrali, frutta, verdura, legumi, pesce, uova hanno un effetto protettivo contro malattie croniche e tumori (soprattutto quello al colon e alla mammella). La dieta mediterranea, divenuta patrimonio dell'umanità promuove l'interazione sociale, e si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all'agricoltura nelle comunità del Mediterraneo