Angela Merkel rilancia l’appello alla gestione comune dell’emergenza profughi

15/10/2015 di Redazione
Angela Merkel rilancia l’appello alla gestione comune dell’emergenza profughi

Dall'inizio della "chiave di distribuzione" i rifugiati in Germania sono stati duecentomila dal mese di settembre ad oggi ed oltre diecimila da inizio anno. Continuano ad arrivare bus e treni dall'Ungheria e la task force per migranti è messa a dura prova. Le amministrazioni locali tedesche chiedono aiuto a Berlino ed il governo ha varato uno stanziamento di ulteriori sei miliardi di euro destinati all'emergenza migranti. Accogliere significa occuparsi del cibo, dell'assistenza, scuola e formazione professionale. Infatti tra i 176mila richiedenti asilo si stima che un terzo abbia meno di 18 anni e l'80% sia under 35. Il 60% possiede un titolo di studio ma, come ci siamo occupati nella news letters della scorsa settimana  il riconoscimento e la messa a valore delle singole esperienze formative richiedono un equipollenza tra lo stato di provenienza e quello acquisito con il titolo di rifugiato. Altra problematica è quella della lingua. Al fine dell'integrazione  è necessario padroneggiare la lingua ma, nel contempo, soltanto chi possiede un visto può iscriversi alle lezioni e i tempi per ottenerlo sono molto lunghi. Per questa ragione a Colonia, la Fondazione Robert Bosh ha finanziato il progetto che mira a inserire nel mondo del lavoro, in cui la barriera linguistica è  un dato importante, i più giovani (dai 15 ai 27 anni) che hanno un permesso per ragioni umanitarie. Ai ragazzi vengono offerti corsi paralleli alla scuola di dodici ore ma la numerosa affluenza e i numeri che si moltiplicano stanno travolgendo la possibilità di intervento capillare. Anche per questo, torna l'appello da Berlino, la Germania ha bisogno di un piano che moltiplichi e coordini le iniziative anche private, per integrare nel mercato del lavoro e nella società l'enorme potenziale che sta affluendo nel paese.