FOCUS-Casa dei Diritti Sociali e la Giornata mondiale di lotta alla povertà

22/10/2015 di Redazione
FOCUS-Casa dei Diritti Sociali e la Giornata mondiale di lotta alla povertà

Venerdì 16 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale contro la Povertà, FOCUS-Casa dei Diritti Sociali ha organizzato un'iniziativa per riflettere sul tema dell'esclusione sociale e delle disuguaglianze. La mattinata si è svolta presso i CSV del Lazio e si è distinta in tre momenti. Laura Bisegni operatrice del Centro di orientamento e accoglienza "Esquilino" nel suo intervento ha approfondito gli anni della crisi economica. Dal 2007 a oggi, il tessuto sociale è stato modificato e la crisi ha inciso profondamente sul potere d'acquisto delle famiglie e anche sui servizi sociali. La crisi economica, che passerà alla storia come la crisi del debito, ha determinato una brusca inversione di tendenza nei programmi di welfare degli Stati, soprattutto in quelli del sud Europa. In misura diversa a seconda della situazione economica dei diversi Paesi, il sistema di previdenza sociale che aveva caratterizzato l'Europa negli ultimi cinquant'anni è stato messo in discussione e ridimensionato, aggravando le conseguenze della crisi economica. Secondo il rapporto Caritas "Dopo la crisi. Costruire il Welfare", le condizioni di chi già viveva in povertà si sono aggravate. L'incertezza del lavoro e la progressiva e generalizzata erosione dei salari, stanno contribuendo a rendere precarie le condizioni di vita di molte persone. Persone che, in molti casi, avevano una vita normale, una famiglia, una casa, e che hanno perso tutto in un terribile effetto domino, o immigrati che hanno numerose difficoltà linguistiche, lavorative, burocratiche o che vivono in stato d'indigenza.  Inoltre Laura  ha fatto un quadro sulle attività e i servizi del centro di orientamento Esquilino, sulle consulenze legate ai servizi sanitari e legali, sull'accesso ai diritti alle fasce più svantaggiate della popolazione italiana e straniera. Sulle azioni di mediazione e accompagnamento, laddove i servizi pubblici non riescono a essere veramente inclusivi: sono molte le difficoltà, per esempio, per chi non è riuscito a ottenere i documenti o la residenza e ha bisogno di assistenza dal servizio sanitario o del gratuito patrocinio in una causa legale. Nei dodici mesi che vanno dal giugno 2014 al giugno 2015, il centro di orientamento Esquilino della Casa dei Diritti Sociali ha dato assistenza a 754 persone, di cui 68% uomini e il 32% donne. Le prestazioni hanno riguardato tutte le fasce d'età, ma maggiormente rivolta a uomini fra i 20 e i 30, con un'età media degli utenti attorno ai 36 anni. L'intervento maggiormente richiesto dagli utenti che si rivolgono allo sportello, è l'aiuto ad ottenere un domicilio e la residenza. Fra i migranti, la maggior parte provengono dalla Nigeria, dal Senegal, dall'Afghanistan e dalla Bulgaria, ma tantissimi sono gli italiani. La maggior parte degli immigrati ha ottenuto un permesso di soggiorno legato a motivi umanitari, mentre resta bassissima la percentuale di chi ha ottenuto il permesso per motivi di studio o di lavoro.  

Dalle graphic novel alla street art in Marocco
Nella seconda parte della mattinata sono stati presentati i lavori di Ayoub Abid, esponente del collettivo di fumettisti Skefkef di Casablanca e Antonella Selva, autrice della graphic novel "Femministe. Una storia di oggi". La graphic novel di Antonella Selva, Valerio Varesi e Vincenza Petrilli, ispirato a una storia vera e ambientato fra l'Italia e il Marocco, mette al centro le storie di tre donne diverse per età, condizione e cultura: un'insegnante italiana in pensione con un passato di militante femminista, una giovane studentessa nata a Bologna da genitori marocchini e una domestica marocchina anche clandestina. Una storia di confronto e scontro, di incontri attraverso le barriere degli stereotipi che dominano le nostre relazioni sociali. Invece Skefkef è il nome di un collettivo di artisti di Casablanca, che dal 2012 si impegna nel difendere la cultura libera attraverso l'arte di strada e i fumetti. Nell'ottobre 2013 il collettivo ha fondato l'eponima rivista satirica, cinica e irriverente. Il nome del collettivo e della rivista è preso in prestito da quello di un noto panino tipico dello street food marocchino fatto di fagioli e viscere, dall'odore forte ma dal sapore piacevole, solitamente preparato in scarse condizioni igieniche, a sottolineare la volontà del collettivo di raccontare le contraddizioni, il bene e il male della città: una Casablanca amata nonostante il fetore che emana.  Skefkef evoca i fenomeni sociali e si propone come ritratto della società, ma anche come luce divertita e divertente sulle sue contraddizioni. Fra i temi delle vignette si possono trovare sit-in sotto il Parlamento, doppie vite condotte sui social network, l'attivismo 2.0 sul web, il divario fra vita reale e vita virtuale e le possibilità di espressione che la rete ha offerto.  Non si tratta solo di un collettivo redazionale: Skefkef infatti, mira a sperimentare e a costruire, attraverso il fumetto e i linguaggi della street art e del web, una cultura del fumetto nel mondo arabo, che oggi è ancora in via di sviluppo. E utilizzare quel linguaggio particolare per dare voce alle istanze democratiche dei giovani arabi.

Tait. Un letto di cartone per migliorare la notte sotto i portici
Nella terza parte della mattinata del 16 ottobre scorso, Fabrizio Gesuelli e Chiara Andreotti (FREUMh) hanno presentato il loro progetto Tait, un oggetto interamente realizzato in cartone riciclato. Circa due anni fa, Gesuelli e Andreotti si sono imbattuti, verso sera, in una comunità di senzatetto che si apprestava a prepararsi per la notte sotto il colonnato della Basilica di San Pietro a Roma. I due hanno osservato la comunità, interagito con gli abitanti occasionali di quel celebre monumento e iniziato a riflettere su come fosse possibile intervenire per migliorare le condizioni di chi è costretto a passare la notte in un rifugio tanto spettacolare quanto freddo ed esposto alle intemperie.
Così è nato Tait, acronimo per The Adjustment Is Ten (la variazione è dieci) poiché 10 cm è la distanza che separa una persona che vi si sdraia dal terreno. Il nome è anche la pronuncia fonetica della parola inglese tight, utilizzata nell'espressione sleep tight (dormi bene), e può essere utilizzato sia come panchina pubblica che come materasso per dormire ed isolare il corpo dall'umidità del terreno. Un'idea che, anche se non rappresenta oggi una soluzione al problema di chi è costretto a dormire in strada, vuole apportare un miglioramento alla condizione a cui tanti sono costretti e al contempo, si propone di attivare un processo di dialogo con il pubblico generale, sensibilizzandolo rispetto alla tematica dei senzatetto nel rapporto con la città e lo spazio pubblico.

La raccolta e la distribuzioni abiti in via Giolitti
La Giornata si è conclusa nel pomeriggio presso la scuola di italiano di via Giolitti dove i volontari hanno distribuito gli abiti raccolti nei giorni precedenti. E' stato un momento di grande partecipazione e molti degli studenti che affollano le aule della scuola ma anche quelli che si rivolgono allo sportello  hanno partecipato e preso il vestiario per affrontare l'inverno.