Germania e emergenza profughi: le prime falle dell’accoglienza salvate dal volontariato

01/10/2015 di Redazione
 Germania e emergenza profughi: le prime falle dell’accoglienza salvate dal volontariato

«Senza gli sforzi instancabili dei volontari Berlino e molte altre città sarebbero collassate di fronte al numero crescente di rifugiati». Così apre la sua edizione online il quotidiano berlinese Berliner Zeitung. Oltre al flusso di massa dei rifugiati, un altro movimento di massa si è sviluppato nelle ultime settimane nelle città tedesche: quello dei volontari accorsi a portare aiuto e solidarietà ai migranti, che sono stati ospitati nelle palestre e molti edifici in disuso o riconvertiti per far fronte all'emergenza. I volontari si occupano di tutto, dalla preparazione e distribuzione del cibo, alle esigenze sanitarie dei richiedenti asilo, all'assistenza psicologica. Il grande coinvolgimento della società civile tedesca è sicuramente un segnale positivo che la politica non può ignorare: forse questo movimento solidale è stato una delle cause che ha spinto la cancelliera Angela Merkel ad aprire ai rifugiati e l'ha obbligata a non chiudere gli occhi di fronte all'emergenza, nonostante le resistenze della destra del suo partito. Anche molti giornali di destra hanno dovuto mitigare i toni in merito al tema dell'immigrazione: lo dimostra, ad esempio, il vademecum pubblicato dal Bild Zeitung alcune settimane fa. Le associazioni stanno svolgendo un ruolo fondamentale nell'accoglienza, nella prima assistenza e anche nel supporto psicologico dei rifugiati che giungono in Germania. Martina Schröder, cofondatrice dell'associazione Willkommen in Wilmersdorf, intervistata dal Berliner Zeitung, ha dichiarato che, nonostante gli sforzi, restano molte le difficoltà per chi presta aiuto volontario: il grande afflusso degli ultimi mesi ha moltiplicato le necessità. I migranti sono stati ospitati in alcuni edifici pubblici riconvertiti, nelle palestre, nelle sedi delle associazioni. I bisogni sono tanti e anche se il numero dei volontari è molto alto, ovviamente si tratta di persone che hanno obblighi relativi al proprio lavoro, allo studio, alla famiglia e che faticano a conciliare i propri tempi di vita con le sempre maggiori necessità. Eppure si continua a operare perché, come prosegue la Schröder, quando si entra in contatto con le storie, le vite e i volti dei migliaia di rifugiati che giungono sul suolo tedesco, non è possibile restare indifferenti e voltarsi dall'altra parte. Storie difficili di lunghi e insidiosi viaggi per sfuggire alla guerra, storie di perdite e di speranza che si scontrano con i limiti legislativi del paese, della burocrazia, della ricerca di un lavoro. Per questo, prosegue la Schröder è importante anche il supporto psicologico per i volontari stessi, che faticano a reggere l'impatto emotivo dei limiti della loro azione: laddove, oltre a fornire l'assistenza primaria, non possono alle volte incidere sulle sorti delle persone con le quali vengono a contatto. È per questo che i circa 50 medici e 25 infermieri volontari che operano soprattutto nella zona sud-ovest di Berlino, stanno mettendo a disposizione le loro energie anche per aiutare gli stessi volontari. E così l'iniziativa "Medizin hilft Flüchtlingen" (la medicina aiuta i rifugiati) non si rivolge solo ai migranti ma anche agli operatori che stanno dando il loro contributo nella gestione dell'emergenza. È su questo senso di responsabilità che l'azione massiccia dei volontari continua, fra le mille difficoltà, anche a sopperire a quelle carenze strutturali del sistema d'accoglienza tedesco, che non ce l'avrebbe fatta se nel Paese non ci fosse stata una risposta solidale di tale portata. Le notizie non confortanti che arrivano dal Medio Oriente, fanno supporre che questa emergenza sia ben lungi dall'essere terminata. Proprio in questi giorni il Consiglio per la sicurezza dell'Onu ha emanato una nota con le stime degli arrivi nei prossimi mesi: solo in Germania, saranno 800.000 le richieste d'asilo che saranno presentate nel 2015. L'alto numero di domande sta mettendo in crisi la burocrazia tedesca, che non riesce a mantenere i consueti ritmi di verifica delle domande d'asilo e sta registrando numerosi ritardi. La Germania ha dato prova di solidarietà e spirito d'accoglienza: lo dimostra il grande lavoro fatto, gli applausi delle centinaia di volontari che hanno accolto in un clima festoso i profughi proveniente dall'Ungheria nelle stazioni, offrendo caramelle e giocattoli per i più piccoli, e le carovane di automobili organizzate per agevolare il passaggio alle frontiere mentre l'Europa provava a sospendere Schengen e a chiudere i confini. Un segnale di un'Europa che è capace di aprirci e di creare una società accogliente e multiculturale.